Abiti di scena Festival Due Mondi in una digitalizzazione 3D live

Abiti di scena Festival Due Mondi in una digitalizzazione 3D live

Abiti di scena Festival Due Mondi in una digitalizzazione 3D live

Gli abiti di scena del Festival dei Due Mondi protagonisti in una digitalizzazione 3D live. La dimostrazione con la presentazione di innovative tecniche di digitalizzazione durante il convegno organizzato per il 30 giugno, in occasione del Festival di Spoleto, dedicato alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

Entrare tra le trame di un abito di scena, osservare le sue cuciture, i ricami, le passamanerie, le impercettibili rifiniture. Grazie alla digitalizzazione 3D oggi è possibile penetrare, per curiosità, ma anche per valutare interventi di manutenzione e iniziative di valorizzazione, tra le produzioni artigianali che sarte e costumisti hanno immaginato e creato. Un avvincente “esperimento” live che sarà al centro dell’attenzione del convegno messo in calendario per il prossimo 30 giugno durante il Festival dei Due Mondi di Spoleto, sul tema “Conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale attraverso la digitalizzazione 3D”.

Promosso da Archimede Arte e QFP, due organizzazioni di spicco nel campo dell’arte e delle nuove tecnologie digitali, gode del Patrocinio della Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto, del Comune di Spoleto, dell’Università degli Studi di Perugia e di Confindustria Umbria. L’approfondimento che si avvale dei contributi di professionisti del settore, docenti universitari e rappresentanti di enti e Istituzioni, si terrà, a partire dalle 16.45, nella Chiesa di Sant’Agata – Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto. L’ingresso è libero.

Focus su abiti e reperti archeologici. Una delle più intriganti curiosità sarà, come detto, quella di andare alla scoperta dei costumi di scena provenienti dagli archivi della Fondazione Festival dei Due Mondi, utilizzati nelle rappresentazioni delle precedenti edizioni della manifestazione, nonché dei capi storici di abbigliamento, esposti al Museo del Tessuto e del Costume di Spoleto. Un’opera certosina, quella realizzata da Archimede Arte e QFP, che condivideranno le proprie esperienze nel settore e presenteranno dimostrazioni di digitalizzazioni 3D su materiali di particolare interesse. Oltre ai costumi, saranno mostrate le digitalizzazioni 3D dei reperti archeologici del luogo che ospita il convegno.

Spoleto, un punto di riferimento per la digitalizzazione. La scelta di Spoleto come sede per questo convegno non è casuale, ma deriva dalla fama acquisita in tutto il mondo per i suoi musei, i suoi monumenti e i suoi eventi culturali, in particolare per il Festival dei Due Mondi e, dunque, dalla sua crescente importanza come punto di riferimento, nazionale e internazionale, per il settore e per il rapporto con le nuove tecnologie applicate al campo dell’arte. La città ospita il neo Centro Interuniversitario per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale e Ambientale, selezionato dalle istituzioni e dai ministeri competenti. Un centro che sarà affiancato da università e aziende che si insedieranno sul territorio, ampliando le risorse già presenti, incluse le opere d’arte provenienti dai luoghi del terremoto, allocate nel deposito del Ministero della Cultura di Santo Chiodo.

Gli obiettivi. Il convegno rappresenta un’importante iniziativa scientifica volta a esplorare le possibilità offerte dalla digitalizzazione 3D per la conservazione e la promozione del patrimonio culturale. Saranno affrontati temi di grande rilevanza, tra cui le tecniche avanzate di digitalizzazione, la conservazione virtuale, l’accessibilità dei beni culturali digitalizzati legati all’uso delle nuove tecnologie nel settore artistico e culturale.

Il programma. Il convegno si aprirà con i saluti istituzionali di: Andrea Sisti, sindaco di Spoleto e Presidente Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto, Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016; Giovanni Luca Delogu, funzionario Soprintendenza ABAP e responsabile deposito Santo Chiodo; Silvia Casciarri, direttrice del Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto

A seguire gli interventi: “CeDiPa: il Centro di ricerca per innovazione, digitalizzazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale e ambientale di Spoleto”, a cura del professor Fausto Elisei, Pro Rettore dell’Università degli Studi di Perugia e direttore del Centro di ricerca per innovazione, digitalizzazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale e ambientale di Spoleto; “Condivisione e valorizzazione del patrimonio digitale: da 4DGypsotheca a Sistina Experience” di Paolo Belardi – Presidente del corso di Laurea in Design – Dipartimento di ingegneria civile ed ambientale dell’Università degli Studi di Perugia; “La digitalizzazione 3D del patrimonio culturale, dalle architetture dei Musei Vaticani agli affreschi del Perugino, dai quadri di Caravaggio agli abiti storici del Museo del Tessuto e del Costume di Spoleto”, a cura di Aldo Pascucci, vice presidente Archimede Arte; “La digitalizzazione 3D del patrimonio culturale, dalle macchine di precisione del Museo Galilei ai costumi di scena della Fondazione Festival dei Due Mondi, fino ai reperti del Museo archeologico nazionale e del Teatro romano di Spoleto” a cura di Alberto Zuccari, vice presidente e direttore tecnico di QFP, e Andrea Pasqualetto, responsabile metrologia 3D QFP. L’incontro sarà moderato da Bruno Mario Broccolo, presidente Fondazione Umbra per l’Architettura Galeazzo Alessi – FUA.

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