Tradizione e innovazione si intrecciano nel cuore umbro
La Biennale di Fiber Art 2025, giunta alla quarta edizione, conferma la città umbra come crocevia internazionale di creatività e ricerca. L’evento, promosso dall’Associazione Officina d’Arte e Tessuti, si svolge fino all’8 dicembre negli spazi del Complesso monumentale di San Nicolò e della Biblioteca Carandente a Palazzo Collicola, con un programma che intreccia arte visiva, performance e riflessioni sul patrimonio culturale.
Il 6 dicembre alle 17.00, San Nicolò ospiterà una sfida poetica in ottava rima estemporanea, forma antica legata alla tradizione pastorale e alla transumanza. Sul palco si alterneranno Donato De Acutis, Francesco Marcon e Giampiero Giamogante, guidati dal prof. Egildo Spada, storico e autore di saggi dedicati alla cultura popolare.
La Biennale, ideata da M. Giuseppina Caldarola e Pierfrancesco Caprio, gode del patrocinio di Regione Umbria e Comune di Spoleto. Il tema centrale è l’arte come impegno sociale, con particolare attenzione all’ambiente e alla sostenibilità, in linea con l’Agenda ONU 2030.
Tra gli artisti presenti figurano Mariacristina Bettini, Salvatore Giunta, Andrea Guerra, Anett Jakubrik-Cifra, Giancarlo Lepore, Manuela Marchesan, Lisa Martignoni, Virginia Ryan, oltre ai collettivi Mustras e DARS. Un focus speciale è dedicato all’Ungheria, con opere di Eleonóra Pasqualetti, Katalin Zelenák, Lívia Pápai, Noémi Benedek, Edit Balogh.
Il bando 2025 ha coinvolto circa 100 studenti di 14 Accademie, che espongono accanto ai docenti. In mostra anche una selezione di Libri d’Artista provenienti da Udine.
Le collaborazioni si ampliano con realtà storiche come Le Arti Tessili di Maniago, Feltrosa, il Maglificio Galassia di Ponte San Giovanni (Pashmere), e nuove associazioni come Filo Rosso APS e il Parco Culturale Terre di Pietra e d’Acqua.
La transumanza, riconosciuta dall’UNESCO nel 2023 come patrimonio immateriale, diventa filo conduttore simbolico, evocato dall’uso della lana nelle opere e dal testo di Anna Rita Cosso. Novità di questa edizione è la presenza dell’artigiana Anna Tosti, che propone abiti e maglieria sostenibile, realizzati con scarti industriali trasformati in pezzi unici.
La Biennale si conferma così piattaforma di impegno sociale e produzione collaborativa, capace di unire tradizione e innovazione, arte e territorio, comunità e futuro.

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