Gardella firma la nuova opera del Teatro Lirico Sperimentale
📌 FLASH NEWS – Una promessa infranta di Federico Gardella debutta in prima assoluta al Teatro Caio Melisso di Spoleto dal 21 al 23 agosto, con anteprima il 20. Regia e libretto di Cecilia Ligorio, direzione musicale di Mimma Campanale. Oggi
Una promessa tradita, un fantasma e il confronto con le conseguenze delle proprie scelte sono al centro di Una promessa infranta, la nuova opera da camera di Federico Gardella che sarà presentata in prima rappresentazione assoluta al Teatro Caio Melisso di Spoleto nell’ambito dell’80ª stagione del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli”.
L’opera, commissionata dallo Sperimentale, andrà in scena venerdì 21 agosto alle 20.30, sabato 22 agosto alle 18 e domenica 23 agosto alle 17. Un’anteprima è prevista giovedì 20 agosto alle 20.30.
Il libretto è firmato da Cecilia Ligorio, alla quale è affidata anche la regia, mentre la direzione musicale sarà di Mimma Campanale. Scene e luci sono curate da Alberto Favretto, i costumi da Clelia De Angelis. In orchestra saranno impegnati i solisti dell’Orchestra Filarmonica Umbra V. Calamani.
Una promessa che cambia il destino dei protagonisti
La vicenda parte da un giuramento apparentemente semplice. Un uomo promette alla moglie morente che non si risposerà. Dopo la morte della donna, però, non riesce a mantenere la parola data.
È proprio dalla promessa infranta che prende forma il dramma. L’opera trae ispirazione dall’omonimo racconto di Lafcadio Hearn contenuto nella raccolta Ombre giapponesi e appartenente alla tradizione delle antiche storie di fantasmi conosciute come Kwaidan.
La trasposizione teatrale non punta però sull’esotismo. Il libretto concentra l’attenzione soprattutto sulla dimensione psicologica dei personaggi, mentre la partitura costruisce musicalmente le tensioni generate dal tradimento, dal rimorso e dalla presenza del passato.
L’apparizione del fantasma diventa così parte di un percorso nel quale il confine tra ciò che è reale e ciò che nasce dalla memoria tende progressivamente a dissolversi.
Il secondo lavoro teatrale di Federico Gardella
Una promessa infranta rappresenta la seconda opera di teatro musicale di Federico Gardella e rinnova la collaborazione con Cecilia Ligorio già sviluppata con Else, lavoro tratto dalla novella Fräulein Else di Arthur Schnitzler.
Tra le due opere esiste, secondo la presentazione del nuovo progetto, una sorta di continuità ideale pur nella forte diversità delle storie e dei linguaggi utilizzati.
In Else i mostri appartenevano soprattutto alla dimensione interiore. Nel nuovo lavoro, invece, quei fantasmi sembrano emergere all’esterno e assumere una presenza concreta.
Il rapporto tra dimensione psicologica e manifestazione fisica diventa quindi uno dei nuclei della nuova composizione commissionata dal Teatro Lirico Sperimentale.
Gardella e la musica dell’inudibile
Federico Gardella racconta di essere arrivato al tema dei fantasmi seguendo l’evoluzione della propria ricerca musicale.
“Mai avrei immaginato di comporre un’opera sui fantasmi”, spiega il compositore, sottolineando come nel tempo la sua scrittura abbia iniziato a orientarsi verso la parte più silenziosa del suono.
Per Gardella, quanto più il suono diventa invisibile, tanto più si apre un’altra dimensione dell’ascolto, più personale e autentica.
Il compositore osserva come normalmente venga considerato musica ciò che appartiene al campo dell’udibile. La sua ricerca si concentra invece sempre più su ciò che rimane nascosto, sommerso o non direttamente percepibile.
È in questa prospettiva che l’elemento soprannaturale di Una promessa infranta entra in rapporto con il linguaggio musicale della partitura.
Il dramma interiore del marito
La direttrice Mimma Campanale individua il nucleo dell’opera non tanto nella paura di una punizione proveniente dall’esterno, quanto nella crisi interiore del protagonista.
Secondo Campanale, il dramma del marito nasce dalla consapevolezza di avere infranto la propria integrità attraverso il tradimento della promessa.
L’orchestra e le voci sono chiamate a tradurre in suono questa condizione psicologica, accompagnando un percorso nel quale il personaggio tenta di confrontarsi con lo spettro della propria colpa.
La partitura assume quindi una funzione strettamente drammatica e non semplicemente descrittiva.
Campanale parla di una musica che diventa una sorta di “cattedrale sonora”, costruita intorno a una promessa che sembra poter essere rispettata soltanto attraverso un processo estremo di annullamento.
Cecilia Ligorio tra memoria e patto d’amore
Due sono i principali temi individuati da Cecilia Ligorio durante la costruzione drammaturgica.
Il primo riguarda il fantasma come metafora delle presenze che possono accompagnare una relazione quando si ama qualcuno senza conoscerne completamente il passato.
Il secondo riguarda invece il patto d’amore, cioè il conflitto che può nascere quando i desideri cambiano e la persona che si era al momento di una promessa non coincide più con quella che si è diventati.
L’opera mette quindi in scena anche il contrasto tra identità passata e presente.
La promessa iniziale non rimane un semplice elemento narrativo, ma diventa il punto attorno al quale si sviluppano colpa, memoria e trasformazione personale.
La sfida di rappresentare il fantasma
Uno degli aspetti più complessi della regia riguarda la rappresentazione scenica della Prima Moglie e del suo fantasma.
Ligorio descrive la figura come incompleta e frammentaria. In alcuni momenti è soltanto una voce, in altri diventa un’ombra proiettata.
Progressivamente, però, quell’ombra acquista autonomia e comincia ad assumere una materia propria.
La regista e lo scenografo Alberto Favretto hanno quindi cercato un linguaggio teatrale capace di rappresentare un corpo sospeso tra presenza e assenza, evitando una soluzione puramente realistica.
Il riferimento individuato è arrivato dalla tradizione giapponese del teatro di figura e, in particolare, dal bunraku.
Il riferimento al teatro bunraku
Nel bunraku i personaggi vengono rappresentati da grandi marionette mosse da manipolatori che rimangono visibili al pubblico.
Lo spettatore non è quindi invitato a credere in un’illusione perfetta. Assiste invece apertamente al processo attraverso il quale quella stessa illusione prende vita.
Questa caratteristica è stata utilizzata nella costruzione scenica di Una promessa infranta.
Durante lo spettacolo, la distanza tra marionetta e interprete si riduce progressivamente. In alcuni passaggi le due presenze condividono lo spazio, in altri sembrano sovrapporsi, fino quasi a diventare indistinguibili.
Il fantasma viene così collocato in una zona intermedia: non appartiene completamente né al mondo dei vivi né a quello dei morti, ma al territorio ambiguo della memoria.
Il cast dei giovani cantanti dello Sperimentale
Sul palco saranno impegnati i solisti del Teatro Lirico Sperimentale, con una distribuzione che prevede più interpreti per i diversi ruoli.
Aurora Bertoldi e Benedetta Grasso saranno Prima voce e Seconda moglie. Emma Alessi Innocenti e Sara Servili interpreteranno Seconda voce, Prima moglie e Fantasma della prima moglie.
Il ruolo di Terza voce e Marito sarà affidato a Gianpiero Delle Grazie e Marco Guarini.
Paolo Mascari e Federico Vita saranno Primo custode, mentre Nicolò Sasso e Giuseppe Zema ricopriranno il ruolo di Secondo custode.
La costruzione vocale si intreccerà con il lavoro dell’ensemble strumentale affidato ai solisti dell’Orchestra Filarmonica Umbra V. Calamani.
Prima assoluta nell’80ª stagione dello Sperimentale
La nuova produzione si inserisce nel programma dell’80ª stagione del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto.
La prima rappresentazione assoluta del 21 agosto sarà preceduta dall’anteprima del 20 e seguita da altre due recite nel fine settimana.
Il Teatro Caio Melisso diventa quindi il luogo del debutto di una produzione nata espressamente su commissione dello Sperimentale e sviluppata attorno alla collaborazione tra compositore, librettista-regista, direttrice e squadra artistica.
La nuova opera conferma inoltre l’attenzione della stagione verso il teatro musicale contemporaneo e verso la creazione di nuovi lavori destinati direttamente alla scena.
Conferenza di presentazione prima dello spettacolo
Il programma comprende anche alcuni appuntamenti di approfondimento aperti al pubblico.
Venerdì 21 agosto alle 18.30, prima della rappresentazione serale, il Teatro Caio Melisso ospiterà la conferenza di presentazione dell’opera.
Il direttore artistico Enrico Girardi dialogherà con Federico Gardella, Mimma Campanale e Cecilia Ligorio.
L’incontro permetterà di approfondire la genesi della nuova composizione, le caratteristiche della partitura e le scelte drammaturgiche e registiche adottate nella costruzione dello spettacolo.
La partecipazione alla conferenza è a ingresso libero.
Debutta il Quartetto dei critici
Un secondo appuntamento è previsto sabato 22 agosto alle ore 12 nel Foyer del Teatro Caio Melisso.
In questa occasione si terrà la prima edizione del Quartetto dei critici, nuovo progetto dell’Associazione Nazionale Critici Musicali che prende avvio proprio in occasione della prima rappresentazione di Una promessa infranta.
Parteciperanno Giovanni D’Alò, Gianluigi Mattietti, Stefano Nardelli e Paolo Petazzi.
I quattro critici dialogheranno intorno ad alcuni temi suggeriti dalla nuova opera di Gardella, offrendo un ulteriore momento di confronto sul teatro musicale contemporaneo e sulle questioni poste dal lavoro.
Anche questo appuntamento sarà a ingresso libero.
Orari delle quattro rappresentazioni
L’anteprima è fissata per giovedì 20 agosto alle ore 20.30.
La prima rappresentazione assoluta si terrà venerdì 21 agosto, sempre alle 20.30. La seconda recita è in programma sabato 22 agosto alle 18, mentre l’ultimo appuntamento è previsto domenica 23 agosto alle 17.
Tutte le rappresentazioni si svolgeranno al Teatro Caio Melisso di Spoleto.
Il calendario concentra quindi in quattro giorni il debutto della nuova produzione, affiancando alle recite due momenti pubblici di approfondimento dedicati alla creazione dell’opera e alla sua lettura critica.
Biglietti da 15 a 25 euro
Per assistere agli spettacoli sono previste diverse fasce di prezzo.
I posti di primo settore, comprendenti platea e palchi di platea, costano 25 euro, esclusi i diritti di prevendita. Per il secondo settore, relativo ai palchi, il costo è di 20 euro, sempre al netto della prevendita.
Il biglietto per la galleria costa 15 euro. È prevista inoltre una tariffa ridotta di 15 euro per under 30, over 65, associazioni ed enti convenzionati.
I titoli di ingresso possono essere acquistati attraverso Ticket Italia oppure direttamente alla biglietteria del Teatro Caio Melisso nei giorni delle rappresentazioni.
Gli orari della biglietteria
La biglietteria del teatro sarà aperta giovedì 20 e venerdì 21 agosto dalle ore 18 fino all’inizio dello spettacolo.
Sabato 22 e domenica 23 agosto l’apertura è invece prevista dalle ore 15 fino all’orario di inizio delle rispettive rappresentazioni.
L’intera produzione rappresenta uno degli appuntamenti della stagione lirica sperimentale 2026, sostenuta da istituzioni pubbliche, fondazioni e realtà private.
Tra i soggetti che rendono possibile la stagione figurano il Ministero della Cultura, Regione Umbria, Assemblea Legislativa dell’Umbria, Comune di Spoleto e Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, insieme agli altri sostenitori del progetto.
Una nuova opera tra suono, memoria e fantasmi
Una promessa infranta porta dunque sul palco del Caio Melisso una storia costruita attorno a un giuramento non rispettato, ma utilizza quella vicenda per indagare temi più ampi: memoria, identità, amore, colpa e trasformazione.
Il fantasma non viene trattato soltanto come elemento soprannaturale, ma come presenza che rende visibile ciò che continua a vivere nella coscienza dei protagonisti.
La ricerca musicale di Federico Gardella, la regia di Cecilia Ligorio e la direzione di Mimma Campanale convergono su questa dimensione sospesa.
Dal 20 al 23 agosto, il Teatro Lirico Sperimentale porterà così a Spoleto una nuova creazione contemporanea nella quale la tradizione dei racconti giapponesi di fantasmi incontra un linguaggio musicale e teatrale costruito intorno a ciò che rimane tra presenza e assenza, tra il suono percepibile e quello sommerso.

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