Pd, la regione deve riattivare i servizi al San Matteo degli Infermi

 
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Pd, la regione deve riattivare i servizi al San Matteo degli Infermi

La regione deve riattivare i servizi al San Matteo degli Infermi

DAL PD LE SOLUZIONI DA ADOTTARE IMMEDIATAMENTE

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. E’ nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione che il Partito Democratico di Spoleto chiede alla Regione Umbria di intervenire immediatamente sul San Matteo degli Infermi ripristinando la sua funzionalità. Un territorio sul quale orbitano oltre sessantamila abitanti non può essere lasciato nella situazione attuale, la Regione deve tutelare la salute di tutti i suoi cittadini senza se e senza ma.
Il Partito Democratico di Spoleto chiede pertanto nell’immediato:
1) la separazione netta e da subito della parte vecchia dell’ospedale che rimane per la gestione Covid, mentre il padiglione di chirurgia deve prevedere le attività Covid free, ossia tutte le altre attività, a servizio della popolazione;
2) la riattivazione progressiva con cronoprogramma chiaro e scadenzato dei servizi, in particolare (e in progressione): pronto soccorso, chirurgia ambulatoriale-day surgery-chirurgia maggiore (anche robotica) con prevalenza della chirurgia oncologica di tutte le branche quali la chirurgia generale, urologica, ginecologica e della chirurgia protesica ortopedica (quest’ultima rappresenta una delle principali cause di mobilità extra regionale in sanità);
3) la riattivazione dei servizi della medicina interna e degli ambulatori specialisti:
4) la riattivazione dei servizi del dipartimento materno –infantile.
5) Ripristino dei servizi al cittadino (Cup, anagrafe e altri) nella piena operatività. L’attuale situazione, dopo l’accorpamento degli sportelli, porta a file interminabili con grandi disagi per gli utenti.
Nel frattempo i rappresentanti del Pd locale e regionale stanno attivando incontri con i vertici nazionali per chiedere la modifica del decreto ministeriale n 70 del 2015 che impone standard rigidi da rispettare e che ha dimostrato la sua inefficacia in questo periodo di pandemia.
Stiamo inoltre promuovendo, a livello regionale con il nostro gruppo in consiglio, lo sviluppo di un terzo polo sanitario nell’area della vecchia Asl 3 (Spoleto-Foligno-Valnerina), con integrazione dei servizi e differenziazione dell’offerta sanitaria in due presidi ospedalieri sede di emergenza-urgenza.
Sempre supportati dai nostri Consiglieri regionali ci stiamo adoperando per modifica linee guida del nuovo Piano Sanitario Regionale (PSR) sulla medicina del territorio che prevede la riduzione da 12 a 6 distretti socio/sanitari. Una decisione sbagliata a prescindere, ma ancor più ora che la pandemia ci ha insegnato come la medicina territoriale sia il futuro della medicina e i servizi devono essere portati in maniera capillare nelle case dei pazienti malati, anziani e fragili, non allontanarli!
Ultimo punto, ma non per importanza, occorre provvedere immediatamente ad effettuare la ricognizione delle piante organiche della dirigenza medica e del comparto, funzionali alla ripartenza e agli obiettivi che ci siamo posti.

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