Festa della Liberazione Spoleto, l’intervento del Sindaco Umberto de Augustinis

 
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25 aprile a Spoleto, 73esima festa della Liberazione, tutto il programma

Festa della Liberazione, l’intervento del Sindaco Umberto de Augustinis

Il 25 aprile di quest’anno segna i 75 anni dalla “Liberazione” dell’Italia dal nazifascismo.

Circostanze sanitarie di rilevanza planetaria impediscono un festeggiamento adeguato e consentono solo manifestazioni molto limitate. Ciò non toglie che proprio la situazione di oggi imponga una riflessione sul senso stesso del valore della “liberazione”.

In questi giorni stiamo sperimentando amaramente che valore abbia il concetto stesso di “liberazione”: cioè l’azione di recupero delle libertà civili e democratiche, comprese le più elementari, come quella di movimento, di riunione,e di iniziativa economica ed il diritto al lavoro, fondamento costituzionale della Repubblica.

Stiamo sperimentando amaramente una sospensione di molte di queste libertà e diritti per un’emergenza sanitaria che non ha confini: oggi è impossibile anche espatriare e scegliere l’esilio.

Dobbiamo cogliere l’occasione anche per riflettere sulla facilità del rischio di compressione dei nostri diritti derivante anche dalla minacciosa e pervasiva globalizzazione perfino delle emergenze sanitarie, e dalla gestione globale di ogni evento e sull’importanza di difendere la libertà dopo averla riacquistata.

È giusto, ma amaro, ricordare oggi che, proprio 75 anni fa Sandro Pertini invocava una mobilitazione corale del Paese per la “salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine”, e che, oggi, ci troviamo esattamente, ma con modalità diverse, a dover difendere gli stessi beni insieme coi nostri diritti avanti agli effetti e riflessi devastanti di una crisi economica senza precedenti per il nostro Paese, che richiederebbe una condivisione degli sforzi e una solidarietà senza “se” e senza “ma” e la prova di un’unità di intenti anche all’interno dell’Unione europea, la quale rischia di poter essere la fonte soprattutto di limiti e non del rilancio dello sviluppo.

Zygmut Bauman, polacco di origine ebraica, fuggito dalla Germania nazista, noto ai più come il teorico della società liquida, aveva vaticinato, anni fa, in Inghilterra, gli effetti della nascita e dello sviluppo dell’industria della paura in parallelo con la globalizzazione, lo smantellamento delle sicurezze e la sensazione collettiva della rinuncia al futuro.

Lo stesso Bauman, tuttavia, affermava che “La luce in fondo al tunnel esiste ed è nella parola NOI” che comprende tutti quelli che credono nella ricostituzione della Libertà e, dunque, nella “Liberazione” come un grande concetto, non fermo nel passato, ma dinamico e mai veramente arrestabile. L’augurio più fervido a tutti!

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