I militari setacciano i bilanci dell’azienda pubblica umbra
Spoleto, 27-03-2026 – L’attività di indagine condotta dalla Guardia di Finanza ha registrato un’impennata significativa nelle ultime settimane del 2026. Sotto il coordinamento della magistratura contabile regionale, i militari stanno analizzando con estrema attenzione ogni singolo movimento economico legato all’Azienda Farmacie Comunali. L’attenzione degli inquirenti si focalizza principalmente sul mandato dell’ex amministratore unico, la cui gestione si è conclusa nella passata stagione estiva. Al centro degli accertamenti figurano operazioni finanziarie giudicate non coerenti con le finalità istituzionali di una società di proprietà pubblica. Le acquisizioni documentali effettuate presso le sedi aziendali mirano a ricostruire una serie di uscite di cassa che avrebbero pesantemente eroso il patrimonio collettivo, portando a una situazione di profonda instabilità amministrativa e contabile che ora richiede risposte certe.
Il fascicolo, inizialmente aperto sotto il profilo prettamente contabile, è ormai prossimo a un’evoluzione giudiziaria più severa presso la Procura della Repubblica locale. Il procuratore capo Claudio Cicchella attende infatti le relazioni conclusive delle Fiamme Gialle per procedere con le eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. Sebbene al momento non vi siano ipotesi di reato formalizzate o nomi ufficialmente iscritti, gli elementi raccolti delineano un quadro di esborsi considerati ingiustificati. Gli interrogatori dei dipendenti e l’analisi dei software gestionali hanno permesso di isolare pagamenti sospetti che potrebbero configurare reati contro la pubblica amministrazione. La trasmissione degli atti segnerà il passaggio cruciale da una semplice verifica amministrativa a un’azione penale volta a individuare le responsabilità individuali dei vertici che si sono avvicendati alla guida dell’ente negli ultimi anni.
L’allarme istituzionale è scattato in seguito all’analisi dei rendiconti annuali che mostrano un tracollo verticale degli utili aziendali. I numeri parlano chiaro: si è passati da un attivo di oltre 240 mila euro nel 2023 a soli 27 mila euro nell’ultimo esercizio finanziario. Tra le contestazioni più pesanti sollevate dalle opposizioni e ora al vaglio degli inquirenti figurano l’auto-assegnazione di una carta di credito aziendale e il noleggio di dispositivi tecnologici di fascia alta come tablet e smartphone, mai introdotti precedentemente nella storia della società. Inoltre, i finanzieri hanno messo sotto la lente d’ingrandimento l’acquisto di pregiati vasi farmaceutici d’epoca per un valore di circa 12 mila euro, oltre a fatture per consulenze legali dai costi definiti esorbitanti rispetto alle medie di mercato.
Non meno rilevanti sono i conti saldati presso circoli esclusivi della Capitale, come il prestigioso circolo degli Scacchi di Roma. Tali spese di ristorazione e rappresentanza appaiono difficilmente conciliabili con la missione primaria di un’azienda che dovrebbe occuparsi della vendita di farmaci nel territorio locale. La verifica della legittimità di tali movimenti rappresenta ora il fulcro dell’attività istruttoria che si avvia rapidamente verso la conclusione.
Gli investigatori intendono chiarire se queste somme siano state utilizzate per scopi personali o se esistano giustificazioni operative reali, incrociando i giustificativi di spesa con le effettive necessità dell’azienda.
La città e l’amministrazione comunale attendono ora l’esito formale dei rapporti che la Guardia di Finanza consegnerà alle autorità competenti per definire le sanzioni e le eventuali azioni di recupero delle somme indebitamente sottratte alle casse pubbliche.

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