Moby Dick a Spoleto, Moni Ovadia sfida l’abisso di Melville

Moby Dick a Spoleto, Moni Ovadia sfida l'abisso di Melville

Il dramma del Pequod rivive al Teatro Nuovo con Moni Ovadia 

SPOLETO, 5-02-2026 – Il palcoscenico del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti si prepara ad accogliere uno degli eventi più attesi della stagione teatrale 25/26. Domenica 8 febbraio, alle ore 20.45, i riflettori si accenderanno su una reinterpretazione viscerale del capolavoro di Herman Melville, che vedrà Moni Ovadia dare corpo e voce al leggendario e tormentato Capitano Achab. La trasposizione, curata dalla regia sapiente di Guglielmo Ferro, non si limita a una semplice messa in scena, ma si configura come un’indagine profonda e ipnotica sulle zone d’ombra dell’animo umano, trasformando la caccia alla balena bianca in un viaggio introspettivo senza ritorno.

La forza di questa produzione risiede nella capacità di traslare l’epopea marinaresca su un piano squisitamente drammaturgico, dove la narrazione assume i tratti severi e ineluttabili di una tragedia shakespeariana, come riporta il comunicato di Federica Cesarini – TSU. Al centro dell’azione non c’è solo un predatore dei mari, ma un uomo divorato dal fuoco della vendetta e dalla negazione del divino. Achab rappresenta l’archetipo del ribelle che sfida i limiti della conoscenza e della morale, trasformando il Pequod in un vascello fantasma destinato a solcare abissi che non sono solo oceanici, ma metafisici. Ogni elemento simbolico, dal doblone d’oro inchiodato all’albero maestro fino al patto di sangue siglato dalla ciurma, funge da acceleratore verso una catastrofe annunciata.

Il cuore pulsante del dramma si consuma nello scontro dialettico e spirituale tra il capitano e il suo primo ufficiale, Starbuck. Se Achab è l’incarnazione dell’odio blasfemo e della volontà di potenza, Starbuck ne costituisce l’esatto opposto: la voce della ragione, il baluardo di una visione teocentrica che tenta, invano, di arginare la deriva psicotica del suo superiore. In questa versione teatrale, l’orrore di Achab non nasce tanto dalla presenza fisica di Moby Dick, quanto dal riflesso della propria coscienza incarnato dalla prudenza di Starbuck. È un gioco di specchi deformanti dove la balena diventa una maledizione invisibile, una malattia che si manifesta attraverso l’assenza dell’una e l’ingombrante presenza dell’altro.

L’allestimento diretto da Ferro valorizza l’intera compagnia, creando un ecosistema umano vibrante sul ponte della nave. Accanto a Ovadia, un cast numeroso ed eterogeneo composto da attori come Giorgio Borghetti e Matteo Milani dà vita a personaggi iconici come Ismaele, Queequeg e Pip. Il ritmo dello spettacolo è scandito da un’alternanza frenetica di momenti di tensione estrema e silenzi carichi di presagi: dalle battute di caccia alle preghiere collettive, dai canti dei marinai ai riti pagani che animano le notti del Pequod. Non c’è spazio per la redenzione in questa nebbia fitta che avvolge i destini degli uomini, ma solo per un’immersione totale in un conflitto che, alla fine, vedrà lo specchio dell’esistenza infrangersi definitivamente.

BIGLIETTI e INFO:
PRENOTAZIONE TELEFONICA Botteghino Telefonico Regionale del TSU 075 57542222, tutti i giorni feriali dalle 17 alle 20.
A Spoleto: Botteghino Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti: Via Vaita S. Andrea, 20 – T 0743 222647.
Prevendita dei biglietti a Perugia presso il Botteghino del Teatro Morlacchi, T. 075 5722555, dal lunedì al sabato dalle 17 alle 20; lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13.30 e dalle 17 alle 20.
Acquisto online: www.teatrostabile.umbria.it

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