In Cattedrale il rito della luce per i piccoli nati nel 2025
La Basilica Cattedrale ha aperto le sue porte per un evento che celebra il futuro del territorio e la forza della vita nascente, come riporta il comunicato Francesco Carlini – Archidiocesi di Spoleto-Norcia. Monsignor Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia, ha presieduto la solenne celebrazione dedicata a tutti i piccoli nati nel corso del 2025 all’interno dei presidi ospedalieri locali. Si è trattato di un momento di profonda commozione collettiva, dove il fragore dei vagiti e i colori dei passeggini hanno riempito la navata centrale, trasformando la liturgia in una grande festa della comunità. Il presule ha accolto personalmente ogni nucleo familiare all’ingresso, dedicando una carezza e una benedizione individuale a ogni neonato, sottolineando il valore inestimabile di ogni nuova esistenza che si affaccia alla società.
Nell’omelia, l’Arcivescovo ha proposto una riflessione intensa sul concetto di debolezza. Ha ricordato ai presenti che non esiste nulla di più indifeso di un neonato, eppure proprio questa condizione è stata scelta dal divino per manifestarsi tra gli uomini. Rivolgendosi direttamente ai padri e alle madri, monsignor Boccardo ha evidenziato come l’arrivo di un figlio rivoluzioni radicalmente gli equilibri quotidiani, spostando il baricentro degli affetti verso una creatura che richiede protezione totale. Tuttavia, l’impegno dei genitori non deve esaurirsi nel sostentamento materiale: la sfida vera risiede nel diventare portatori di luce. I bimbini, con la loro presenza silenziosa, chiedono guide sicure che sappiano orientarli con l’esempio della coerenza e della fedeltà, evitando di lasciarli crescere nell’ombra dell’incertezza o della paura.
L’appuntamento ha messo in luce anche lo stretto legame tra la diocesi e il personale sanitario umbro. Accanto al Presule hanno concelebrato figure di riferimento come monsignor Dino Pallucchi, cappellano del nosocomio spoletino, a testimonianza di un percorso di assistenza che inizia già nei reparti di maternità. La partecipazione dei medici e dei primari di ginecologia e ostetricia ha sottolineato l’importanza di una presa in carico globale della famiglia. La funzione è stata animata da una corale d’eccezione, composta dal personale della direzione medica e dai cantori locali, creando un clima di armonia che ha saputo fondere professionalità scientifica e sensibilità pastorale sotto le volte del Duomo.
L’evento si è concluso con un gesto scenografico e carico di significato civile in Piazza Duomo. Centinaia di palloncini rosa e azzurri sono stati liberati verso il cielo, trasformando il sagrato in una nuvola di colori. Questo rito, ormai consolidato nella tradizione spoletina, quest’anno è stato accompagnato da un accorato appello per la fine dei conflitti internazionali. L’Arcivescovo ha invitato tutti i presenti a dedicare questo lancio di speranza ai bambini che soffrono in Terra Santa, in Ucraina e in Russia. Il messaggio finale è stato un monito affinché il desiderio di giustizia e libertà che si respira in questi momenti di festa possa raggiungere idealmente ogni angolo della terra dove la dignità dell’infanzia viene quotidianamente calpestata dalla violenza delle armi.

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