“Servizi vicini ai cittadini, deroghe possibili per i territori montani”
Il Movimento 5 Stelle Umbria torna a chiedere con forza la riapertura del punto nascita di Spoleto, chiuso nel 2020 durante l’emergenza Covid. In una nota diffusa il 30 gennaio, il gruppo regionale rivendica la necessità di garantire “pari dignità” all’ospedale San Matteo degli Infermi rispetto agli altri presidi umbri, sottolineando che la battaglia riguarda “la sicurezza delle madri, dei neonati e il diritto a cure adeguate vicino a casa”.
Le critiche ai parametri numerici e il tema delle deroghe
Il M5s contesta l’approccio basato esclusivamente sui volumi di attività, in particolare il parametro dei 500 parti l’anno, richiamato dalle società scientifiche pediatriche. Secondo il Movimento, applicare rigidamente questo criterio significherebbe ignorare la normativa nazionale, che consente deroghe per aree montane o con collegamenti difficili.
L’Umbria, per conformazione geografica, rientrerebbe pienamente in queste casistiche. “Seguendo una logica puramente statistica – afferma il M5s – si arriverebbe a chiudere quasi tutti i reparti della regione, lasciando attivi solo Perugia e Terni”. Una prospettiva ritenuta insostenibile per i territori più periferici, in particolare per la Valnerina, dove molti comuni distano oltre un’ora dal primo punto nascita disponibile.
La chiusura del 2020 e i dati pre-pandemia
Il Movimento ricorda che il reparto di ostetricia di Spoleto fu chiuso nel 2020 per ragioni legate all’emergenza sanitaria, ma sostiene che la decisione non tenne conto dei dati reali: prima della chiusura, i numeri dei nati erano “in linea con le soglie previste dalla legge”, attestandosi nel range dei 500 parti annui.
La sospensione del servizio, secondo il M5s, ha aggravato le difficoltà di un territorio già segnato dal sisma del 2016, con ripercussioni sulla sicurezza delle donne costrette a spostamenti lunghi e complessi.
Il nodo del Comitato regionale e la relazione tecnica
Il Comitato percorso nascita regionale ha scelto di non esprimere un parere sulla riattivazione del punto nascita, rinviando la questione al prossimo Piano sanitario. Una decisione che il Movimento giudica insoddisfacente.
Nella nota viene citata anche una relazione tecnica della Usl Umbria 2, che – secondo il M5s – dimostrerebbe la possibilità di riaprire il reparto “in totale sicurezza”, a condizione di investire su personale e tecnologie.
Una battaglia politica destinata a proseguire
Il Movimento 5 Stelle ribadisce quindi la volontà di proseguire la propria iniziativa politica, chiedendo che Spoleto venga reinserita tra le strutture autorizzate a operare in deroga. Una richiesta che si inserisce nel più ampio dibattito regionale sulla riorganizzazione della rete ospedaliera e sulla tutela dei servizi nelle aree interne.

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