Empatia medica rilancia la cura centrata sulla persona

Empatia medica rilancia la cura centrata sulla persona

Esperti a confronto il 13 febbraio a Palazzo Mauri

Spoleto ospita venerdì 13 febbraio 2026 l’ultimo capitolo di un percorso culturale che ha indagato i confini dell’inclusione attraverso la lente dell’empatia. Palazzo Mauri apre le porte alle 17.00 per accogliere professionisti sanitari, accademici e volontari impegnati a ridisegnare il rapporto tra diagnosi e umanità.

Quando la malattia incontra l’ascolto

Il progetto “Dall’empatia all’inclusione. Per una cartografia dell’umano” giunge alla quarta tappa con un appuntamento che sposta il focus dalle teorie alle corsie ospedaliere. L’iniziativa promossa dal PhenoLab, insieme al Comune di Spoleto e alle associazioni Il Sorriso di Teo e Social Sport Spoleto, ha ottenuto il patrocinio del Cesvol Umbria di Perugia. L’assessora al benessere e innovazione sociale Luigina Renzi aprirà i lavori introducendo una riflessione che intreccia esperienza personale, ricerca scientifica e pratica quotidiana.

Cristian Baroni, presidente dell’associazione Il Sorriso di Teo, condividerà la testimonianza diretta racchiusa nel titolo “Empatia punto zero: dalla diagnosi alla cura come cambia”. Il racconto personale diventa strumento per comprendere come il vissuto del paziente possa trasformare radicalmente l’approccio terapeutico, spingendo il sistema sanitario oltre la fredda gestione dei sintomi.

Formazione e sguardo pedagogico

La professoressa Moira Sannipoli, docente di Didattica e Pedagogia Speciale all’Università di Perugia, affronterà il tema della formazione medica con l’intervento “Ripartire dalla formazione: dall’anestesia all’estetica dello sguardo”. L’accento cade sulla necessità di educare i futuri professionisti sanitari a guardare oltre la patologia, recuperando dimensioni relazionali spesso trascurate nei percorsi accademici tradizionali.

Il professor Mauro Zampolini, direttore del Dipartimento di Riabilitazione della USL Umbria 2, solleverà una questione che attraversa il dibattito contemporaneo: “Può l’intelligenza artificiale facilitare l’empatia?”. L’intervento esplorerà le potenzialità e i limiti degli strumenti tecnologici nel sostenere una relazione di cura autentica, interrogandosi su quanto la digitalizzazione possa effettivamente arricchire il contatto umano senza snaturarlo.

Presenza e ascolto nella relazione terapeutica

Paolo Trenta, membro del Comitato Scientifico della Società Italiana di Medicina Narrativa, introdurrà concetti come empatia, exopatia e presenza attraverso la relazione “I modi di essere nella cura”. L’attenzione si sposta sui differenti registri relazionali che caratterizzano l’incontro tra chi cura e chi riceve assistenza, sottolineando come la qualità della presenza faccia la differenza nell’efficacia terapeutica.

La psicologa clinica Agnese Protasi approfondirà l’importanza dell’ascolto attivo con “Ascolto e relazione empatica nella diagnosi e nella cura ‘con’ il paziente”. La preposizione “con” assume valore strategico, ribaltando l’idea di una medicina imposta dall’alto per abbracciare un modello collaborativo dove il malato diventa protagonista consapevole del proprio percorso.

Francesca Brencio, direttrice del PhenoLab e ricercatrice presso l’Institute for Mental Health dell’Università di Birmingham, chiuderà i lavori con una provocazione necessaria: “Empatia a doppio senso: chi ‘cura’ i curanti?”. L’intervento metterà in luce la vulnerabilità di medici, infermieri e operatori sociosanitari, spesso esposti a carichi emotivi insostenibili senza adeguati sistemi di supporto.

Partecipazione aperta e modalità ibride

L’iniziativa si rivolge a un pubblico eterogeneo: personale sanitario, docenti di ogni ordine scolastico, educatori socio-assistenziali e cittadini interessati. L’ingresso gratuito garantisce l’accessibilità, mentre la possibilità di partecipare da remoto amplia la platea potenziale. Per ottenere il collegamento online è sufficiente contattare l’indirizzo servizi.scolastici@comune.spoleto.pg.it.

Il ciclo di incontri ha costruito progressivamente una mappa concettuale che attraversa luoghi, saperi e pratiche diverse. L’appuntamento finale concentra l’attenzione sul settore sanitario, ambito dove la tensione tra efficienza tecnica e dimensione umana emerge con particolare evidenza. La sfida consiste nel riportare la persona al centro, valorizzando competenze relazionali troppo spesso considerate marginali rispetto alle abilità diagnostiche e terapeutiche tradizionali.

L’evento si inserisce in un momento storico in cui il dibattito sulla qualità dell’assistenza sanitaria assume toni sempre più urgenti. Le testimonianze raccolte nelle corsie, le ricerche empiriche condotte negli atenei internazionali e le esperienze maturate nel terzo settore convergono verso un obiettivo comune: ridefinire il significato di cura restituendole spessore umano. L’empatia non viene presentata come optional sentimentale, ma come competenza professionale indispensabile per garantire interventi efficaci e rispettosi della dignità individuale.

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