Zampa ribadisce la necessità di “restituire al nostro ospedale dignità e ruolo nella rete ospedaliera umbra”
“L’impegno civico per il San Matteo degli Infermi prosegue con coerenza”. È questo il messaggio lanciato da Laura Zampa, che insieme al Comitato di Strada per la Salute Pubblica, al Coordinamento per la pace i diritti e la difesa dell’ambiente, al Comitato di vigilanza per la salute della città di Spoleto e della Valnerina, al Cityforum e ad altri sostenitori del territorio torna a chiedere il rilancio dell’ospedale spoletino all’interno della rete sanitaria regionale.
Nel documento diffuso il 6 maggio, Zampa ribadisce la necessità di “restituire al nostro ospedale dignità e ruolo nella rete ospedaliera umbra”, sottolineando di aver sempre scelto “dialogo e propositività” nel confronto con le istituzioni regionali.
Zampa ricorda il sostegno dato alla presidente della Regione Stefania Proietti nella lista civica “Umbria Domani” e richiama gli impegni presi sul fronte della sanità pubblica: “Ora è il momento di mantenerli”.
Nel testo si evidenzia come dal 2020, dopo la chiusura di alcuni reparti durante l’emergenza Covid, il San Matteo degli Infermi abbia progressivamente perso servizi strategici. Per questo Zampa spiega di aver continuato a sollecitare la presidente Proietti e il direttore generale della Asl Umbria 2, Roberto Noto, affinché vengano affrontate le criticità del presidio ospedaliero.
Particolare attenzione viene posta sul nuovo Piano socio sanitario regionale e sul tema della rete ospedaliera. I comitati chiedono il superamento del cosiddetto “Terzo Polo ospedaliero”, introdotto dalla precedente giunta regionale attraverso la delibera 1399, ritenuta penalizzante per Spoleto.
“L’ospedale di Spoleto – scrive Zampa – è l’unico DEA di primo livello presente nel cratere del sisma 2016”, ricordando anche il ruolo strategico del territorio tra rischio sismico, dissesto idrogeologico, presenza del carcere con sezioni di alta sicurezza e dello stabilimento militare e industriale cittadino.
Secondo Zampa, il ridimensionamento del San Matteo avrebbe prodotto “un abbassamento della qualità dei servizi in tutto il territorio della Asl2” con conseguenze economiche e sociali per i cittadini.
Tra gli elementi positivi citati figura invece l’avvio della progettazione per l’adeguamento sismico dell’ospedale, finanziato con oltre 16 milioni di euro attraverso una delibera della Asl Umbria 2 del febbraio 2026.
Ampio spazio anche alla richiesta di riattivazione del punto nascita, sospeso nel 2020. Zampa conferma che il direttore generale Roberto Noto, su incarico della presidente Proietti, ha predisposto una relazione tecnica per chiedere al Ministero la deroga necessaria alla riapertura del servizio.
“La sicurezza per una donna e per il suo bambino – afferma – risiede nella professionalità del personale, nell’accoglienza e nella possibilità di raggiungere un ospedale in tempi congrui”.
Infine l’appello alla partecipazione sul nuovo Piano sanitario regionale e al riconoscimento del ruolo dei comitati civici, forti di una petizione popolare sottoscritta da oltre 10mila cittadini.
“Tutta la parte politica ed amministrativa della città – conclude Zampa – si è espressa per la restituzione di dignità e ruolo al San Matteo degli Infermi. Spoleto deve essere ascoltata”.

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