Recupero della chiesa finanziato per oltre un milione di euro
La Conferenza permanente ha sancito l’avvio operativo per il miglioramento sismico della chiesa di San Rocco situata a Spoleto. L’edificio sacro, simbolo della devozione locale, beneficerà di un investimento complessivo pari a 1.109.000,00 euro. L’intervento si è reso indispensabile a causa di un quadro fessurativo complesso che ha colpito le componenti portanti e decorative del complesso architettonico. I tecnici hanno rilevato lesioni profonde sulla facciata esterna in mattoni, con danni speculari riscontrabili nella parete interna di controfacciata. Le criticità maggiori interessano le strutture voltate e gli archi posizionati nella parte sommitale della copertura, mettendo a rischio la stabilità d’insieme del manufatto storico.
Tecniche avanzate di consolidamento
Il piano d’intervento prevede l’impiego di metodologie d’avanguardia per la messa in sicurezza. Si procederà con il preconsolidamento murario tramite iniezioni specifiche, affiancato dalla sarcitura delle lesioni con microcuciture armate. Per garantire la tenuta delle colonne, verranno applicati moderni nastri in fibra di carbonio. Un passaggio cruciale riguarda la gestione delle spinte orizzontali: all’imposta degli archi interni saranno inseriti tiranti metallici in acciaio. La cupola e le volte in pietra riceveranno cure dedicate, mentre i paramenti ortogonali saranno stabilizzati attraverso perforazioni armate incrociate. Dove il degrado è più evidente, le maestranze utilizzeranno la tecnica tradizionale dello scuci-cuci per riparare le murature senza snaturarne l’essenza costruttiva.
Sinergia per il patrimonio storico
Il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli ha sottolineato l’importanza simbolica di questo cantiere. Nell’anno dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco, il recupero dei gioielli della tradizione umbra assume un valore civile e religioso profondo. Castelli ha evidenziato come il cambio di passo impresso alle procedure burocratiche stia permettendo di restituire alle comunità i propri centri di spiritualità e cultura. L’operazione è frutto di una sinergia istituzionale che vede coinvolti la Regione Umbria, l’Arcivescovo Renato Boccardo, gli uffici tecnici della ricostruzione e il governo cittadino. L’obiettivo resta la salvaguardia di un patrimonio unico che testimonia l’identità del territorio e la sua capacità di rinascere dopo le sfide del sisma.

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