Ricostruzione: via al restauro di Santa Lucia a Spoleto

Ricostruzione: via al restauro di Santa Lucia a Spoleto

  Il piano per la messa in sicurezza dei beni sacri umbri

La Conferenza Permanente ha ufficialmente approvato il piano di intervento per il consolidamento e il miglioramento strutturale della chiesa di Santa Lucia e della relativa sacrestia. Questo piccolo tesoro architettonico, situato nell’antico Borgo San Pietro, rappresenta un tassello fondamentale dell’identità storica locale, essendo stato annesso al tessuto urbano principale alla fine del Duecento. La zona, dominata dal suggestivo Arco di Monterone, è intrisa di memorie che risalgono all’epoca romana, quando la via Flaminia convogliava qui i viandanti provenienti dal sud. Oggi, quel passato millenario riceve una nuova promessa di stabilità grazie a un investimento complessivo di 292.000 euro, stanziato per sanare le ferite lasciate dalle sequenze sismiche che hanno colpito l’Italia centrale, come riporta l’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri Il Commissario Straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016.

Tecnologie d’avanguardia per la stabilità del tempio

L’intervento tecnico si preannuncia meticoloso e mirato a fondere la sicurezza moderna con il rispetto per i materiali originali. Per quanto riguarda la struttura esterna, la facciata principale riceverà un rinforzo invisibile ma potente attraverso l’applicazione di reti in fibra di vetro. Questa scelta permetterà di mantenere la storica colorazione gialla dell’edificio, intervenendo solo con integrazioni sottotono dove il materiale lapideo risulta mancante o compromesso dai precedenti presidi di emergenza. Il campanile, elemento verticale vulnerabile, verrà interamente fasciato con fibre di carbonio per aumentarne la duttilità e la resistenza alle oscillazioni, prima di essere nuovamente intonacato e riportato al suo antico decoro visivo.

Il progetto non si limita alla protezione sismica, ma entra nel merito della vivibilità dei locali annessi. All’interno della canonica è previsto il rifacimento completo del solaio intermedio, che vedrà la sostituzione degli elementi lignei ammalorati e la realizzazione di una nuova scala alla marinara per ottimizzare i flussi interni. Anche il tetto sarà oggetto di una profonda revisione: il sistema di pianellato tradizionale verrà rimosso per fare spazio a un doppio tavolato incrociato, una tecnica che garantisce una maggiore rigidezza nel piano e una protezione superiore per l’intero volume sottostante. Nonostante queste innovazioni, l’edificio manterrà la sua attuale destinazione d’uso, garantendo continuità alle attività pastorali e comunitarie che da secoli animano la zona.

La chiesa di Santa Lucia è il cuore pulsante di riti collettivi che sfidano i secoli. Ogni anno, a metà dicembre, il quartiere si anima per la festa della Santa, un tempo celebrata con maestosi falò accesi proprio all’esterno delle mura cittadine. Il recupero di questo spazio assume quindi una valenza sociale enorme, inserendosi in un contesto di valorizzazione regionale legato anche alle ricorrenze francescane che stanno attirando migliaia di pellegrini in tutta l’Umbria. Mettere in sicurezza Santa Lucia significa restituire alla cittadinanza un luogo di preghiera e di incontro, assicurando che la cultura locale possa continuare a esprimersi in spazi sicuri e adeguatamente riqualificati.

Il Commissario alla Ricostruzione, Guido Castelli, ha sottolineato come la collaborazione tra la Regione, l’Arcidiocesi e il Comune sia stata il motore trainante di questo risultato. L’impiego di materiali innovativi, pur nel rigoroso rispetto della natura storica del fabbricato, permetterà anche un miglioramento delle prestazioni energetiche complessive. Questo approccio integrato mira a trasformare la necessità della riparazione post-sisma in un’opportunità di ammodernamento consapevole. Proteggere questi “gioielli territoriali” è considerato un passo imprescindibile per il rilancio turistico e occupazionale della regione, confermando l’impegno costante delle autorità nel monitorare e finanziare ogni singola fase del recupero del patrimonio culturale umbro.

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