A Spoleto rete sociale rafforza inclusione e prevenzione
Il Programma Pippi continua a rafforzare il sostegno alle famiglie e la tutela dei minori nelle Zone Sociali 9 e 6 dell’Umbria. Nei giorni scorsi, a Spoleto, si è svolto un seminario dedicato al progetto nazionale promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, riconosciuto come livello essenziale delle prestazioni sociali.
L’obiettivo del programma è prevenire l’allontanamento dei bambini dal nucleo familiare attraverso interventi mirati sul rafforzamento delle competenze genitoriali, sull’ascolto e sulla costruzione di una rete territoriale integrata tra servizi, scuola e sanità.
Coinvolte famiglie, scuole e servizi territoriali
Durante l’incontro sono intervenuti amministratori, operatori sociali, educatori e specialisti impegnati nel percorso avviato sul territorio. Tra i partecipanti anche rappresentanti delle cooperative sociali coinvolte nel progetto e docenti universitari impegnati nello sviluppo del modello operativo.
Nel corso del seminario è stato sottolineato come l’esperienza maturata abbia prodotto risultati concreti sia sul piano educativo che sociale. Gli operatori hanno evidenziato la forte partecipazione delle famiglie coinvolte, che hanno aderito volontariamente ai percorsi di accompagnamento e sostegno.
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto di fiducia costruito tra nuclei familiari ed équipe multidisciplinari, considerate uno degli elementi centrali dell’intero programma.
Ridotti gli inserimenti nelle strutture residenziali
Tra gli aspetti più significativi emersi durante il confronto vi è la riduzione degli inserimenti dei minori nelle strutture residenziali. Un risultato collegato al rafforzamento delle reti territoriali e alla capacità di attivare percorsi preventivi prima che le situazioni di fragilità degenerino.
Il progetto coinvolge infatti servizi sociali, scuole, operatori sanitari, psicologi, educatori e Terzo Settore, con una metodologia basata sulla partecipazione attiva delle famiglie nella definizione degli obiettivi educativi e sociali.
Collaborazione tra Spoleto e Valnerina
Con le risorse del PNRR, la Zona Sociale n. 9, guidata dal Comune di Spoleto insieme ai Comuni di Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria, ha sviluppato un partenariato con la Zona Sociale n. 6 della Valnerina.
L’accordo ha consentito la realizzazione delle edizioni P.I.P.P.I. 11 e 12, ancora in fase di attuazione, oltre all’adesione all’edizione P.I.P.P.I. 13 finanziata attraverso il Fondo Nazionale Politiche Sociali.
Il servizio è stato affidato a un raggruppamento temporaneo di imprese formato dalle cooperative sociali Il Cerchio e L’Incontro.
Trenta famiglie seguite nel percorso
Le famiglie coinvolte nelle tre edizioni finanziate dal PNRR sono complessivamente trenta. Si tratta di nuclei con figli tra 0 e 11 anni individuati secondo criteri definiti dal LabRIEF dell’Università degli Studi di Padova.
Il programma si rivolge a situazioni di vulnerabilità lieve, nelle quali esiste una concreta disponibilità alla collaborazione con i servizi territoriali. L’adesione avviene esclusivamente su base volontaria attraverso consenso scritto.
Una rete costruita sulla corresponsabilità
Elemento centrale del modello è il lavoro delle équipe multidisciplinari coordinate dal case manager, generalmente individuato nell’assistente sociale. Attorno al nucleo familiare vengono coinvolti genitori, insegnanti, psicologi, educatori, specialisti sanitari e figure di riferimento per il minore.
L’esperienza sviluppata nelle due Zone Sociali umbre ha consolidato un sistema di coprogettazione tra enti pubblici, scuole, Asl e cooperative sociali, favorendo una cultura della corresponsabilità educativa e dell’inclusione.
Il Programma Pippi continua così a rappresentare uno strumento operativo per sostenere i diritti dei bambini e accompagnare le famiglie verso maggiore autonomia e benessere sociale.

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