Mostra: San Francesco rivive tra i capolavori a Spoleto

Mostra: San Francesco rivive tra i capolavori a Spoleto

 Il curatore Garrera guida i visitatori a palazzo Collicola

SPOLETO, 25-02-2026 – L’essenza più autentica e rivoluzionaria del Poverello d’Assisi si spoglia delle vesti iconografiche tradizionali per farsi materia, gesto e provocazione visiva nelle sale di Palazzo Collicola. Sabato 28 febbraio 2026, alle ore 11:00, la città di Spoleto ospiterà un appuntamento di altissimo profilo scientifico: una visita guidata esclusiva alla rassegna “Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea”, condotta personalmente dal curatore Giuseppe Garrera. L’attività è gratuita per i possessori della Spoleto Card, in  alternativa, si può partecipare acquistando il biglietto del museo, posti sono limitati e la prenotazione obbligatoria scrivendo  alla mail:spoletomusei@gmail.com, si inserisce nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della scomparsa del Santo e rappresenta un percorso espositivo che resterà aperto al pubblico fino al prossimo 2 giugno. L’evento nasce da una sinergia profonda tra l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia e i comuni del comprensorio, confermando il legame indissolubile tra il territorio umbro e la parabola francescana, come riferisce il comunicato dell’Ufficio stampa del Comune di Spoleto.

Una rilettura radicale tra ascesi e linguaggi contemporanei

Il progetto espositivo, curato congiuntamente da Gianni e Giuseppe Garrera, propone una tesi audace e coinvolgente: rintracciare i frammenti della radicalità francescana non nelle immagini del passato, ma nelle pratiche artistiche più dirompenti del nostro tempo. San Francesco scelse proprio le alture di Monteluco, che dominano la valle spoletina, come rifugio prediletto per la sua contemplazione, lasciando ai posteri una testimonianza d’amore per questo paesaggio che definì senza pari per gioia e bellezza. Tuttavia, la mostra non si limita all’omaggio geografico, ma scava nel concetto profondo di “minorità”. Questo termine viene interpretato come una sfida aperta alle convenzioni sociali, un rifiuto programmatico dei principi di potere e accumulo per mettersi al servizio dell’altro, in una nudità spirituale che l’arte moderna riesce a restituire con violenta onestà.

Grandi maestri del Novecento in dialogo con il Poverello

Nelle sale di Palazzo Collicola, le opere di giganti del calibro di Alberto Burri, Gino De Dominicis e Yoko Ono dialogano con le installazioni di Giulio Paolini, Jimmie Durham e Leoncillo. Il percorso espositivo non trascura le generazioni più recenti, includendo le visioni di artisti come Luca Vitone, Tomas Saraceno e Flavio Favelli. Ogni sala diventa così un luogo di esercizio spirituale, dove il visitatore è invitato a confrontarsi con temi complessi: la condanna della ricchezza, la sottomissione al creato e il linguaggio inteso come strumento di potere da scardinare. Questa stratificazione temporale permette di osservare come l’esempio, spesso considerato impraticabile, del Santo continui a fecondare la sensibilità artistica odierna, offrendo interpretazioni inedite su concetti quali la fraternità con la morte o il valore politico della clausura.

La mostra mira a creare un’atmosfera di meditazione e stupore, i posti disponibili per la guida del curatore sono contingentati trasformando Palazzo Collicola in uno spazio dove la storia religiosa e l’avanguardia estetica si intrecciano, rinnovando la percezione del sacro in un mondo che sembra aver smarrito il senso del limite e della fratellanza universale.

L’esposizione “Vita Minore” non è un evento isolato, ma il fulcro di una programmazione coordinata che coinvolge centri storici di rara bellezza come Bevagna, Montefalco e Trevi, oltre al Parco Culturale Ecclesiale “Terre di Pietre e d’Acqua”. Questa collaborazione sinergica punta a valorizzare non solo la figura storica di Francesco, ma anche l’impatto che il suo pensiero ha avuto sull’identità umbra. Il curatore Giuseppe Garrera, attraverso il racconto delle opere, aiuterà il pubblico a comprendere come la santità attiva, fondata sul miracolo e sul privilegio della scelta povera, possa essere ancora oggi una forma di resistenza culturale contro le derive dell’egocentrismo moderno. Un viaggio visivo che celebra l’umano attraverso l’abdicazione dell’ego, in perfetto stile francescano.

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