Al Convegno Lotti 2026, geologia celebra un secolo di ricerche

Al Convegno Lotti 2026, geologia celebra un secolo di ricerche

Il simposio scientifico traccia il futuro delle scienze

La comunità scientifica nazionale si è riunita nel cuore dell’Umbria per celebrare un traguardo fondamentale nello studio della crosta terrestre e dell’evoluzione del paesaggio. Il convegno “Lotti 2026”, svoltosi con una partecipazione che ha superato ogni aspettativa, ha segnato il centenario delle indagini geologiche condotte da Bernardino Lotti, figura cardine per la comprensione delle dinamiche regionali. Dal 18 al 20 febbraio, esperti e accademici hanno trasformato questo appuntamento in un laboratorio di idee, dove la memoria storica delle prime mappature si è fusa con le più moderne tecnologie di rilevamento satellitare e digitale, consolidando il ruolo della ricerca come pilastro per la sicurezza della società civile, come riporta il comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune di Spoleto.

L’articolato programma scientifico ha visto l’adesione di 190 professionisti, impegnati in una maratona di 34 interventi tecnici e nella consultazione di 40 contributi visuali esposti sotto forma di poster. Al centro del dibattito, la prestigiosa Sala XVII Settembre ha ospitato un confronto serrato sulle evoluzioni della mappatura geologica italiana. Un’attenzione particolare è stata rivolta al progetto CARG, la nuova frontiera della cartografia nazionale, presentata attraverso esposizioni dettagliate nel foyer del teatro. Grazie ai documenti inediti forniti dalla biblioteca ISPRA, i partecipanti hanno potuto toccare con mano l’eredità di Lotti, comprendendo come le sue intuizioni pionieristiche costituiscano ancora oggi la base per la moderna pianificazione del suolo.

Il culmine della manifestazione è stato raggiunto con una tavola rotonda di altissimo profilo, coordinata da Fausto Guzzetti, che ha messo a confronto le eccellenze delle Università di Camerino e Perugia con i vertici dell’INGV. Il dialogo si è focalizzato sulla necessità impellente di tradurre il dato accademico in strumenti di prevenzione attiva. La discussione ha evidenziato come la profonda conoscenza del sottosuolo non sia solo un esercizio intellettuale, ma una barriera indispensabile contro i pericoli sismici e vulcanici che caratterizzano la penisola. La consapevolezza collettiva del rischio, è stato ribadito, nasce da una corretta divulgazione scientifica che parta proprio dallo studio minuzioso del patrimonio geologico locale.

L’evento non si è limitato alle sessioni teoriche, ma ha trovato la sua naturale conclusione “sul campo”. Una spedizione guidata ha condotto i geologi attraverso i siti d’interesse situati nei dintorni di Spoleto, proprio lungo i sentieri battuti un secolo fa da Lotti. Il percorso si è concluso con una visita immersiva al Museo delle Scienze e del Territorio (MuST), dove la teoria ha lasciato spazio all’osservazione diretta dei reperti. Questa sinergia tra enti di ricerca, amministrazioni comunali e ordini professionali ha dimostrato quanto sia vitale mantenere vivo il legame tra scienza e territorio. Massimiliano R. Barchi, per il comitato organizzatore, ha sottolineato come la geologia debba oggi più che mai porsi al servizio della comunità, garantendo che lo sviluppo urbano e sociale proceda sempre in armonia con le caratteristiche fisiche e dinamiche della Terra.

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