Depositi e cantieri umbri modello di sicurezza e rinascita
Nel cuore dell’Umbria, il Santo Chiodo di Spoleto si conferma come punto di riferimento nazionale per la tutela dei beni culturali colpiti dai terremoti. L’incontro del 5 dicembre 2025 ha offerto l’occasione di fare il punto su un’esperienza avviata nel 1997 dalla Regione Umbria e oggi riconosciuta come modello replicabile in altre aree del cratere sismico.
Il vicepresidente regionale Tommaso Bori ha sottolineato come la sfida di proteggere il patrimonio artistico sia stata vinta grazie alla sinergia con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, che ha garantito professionalità e passione. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla soprintendente Francesca Valentini e al direttore del deposito Giovanni Luca Delogu, protagonisti di un percorso che ha reso possibile la valorizzazione di migliaia di opere.
Il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, ha ricordato come il modello umbro sia stato inserito nelle linee guida del Ministero della Cultura e replicato nei centri di Rieti, Camerino e L’Aquila. L’impegno ha permesso di mettere in sicurezza oltre 35mila beni culturali mobili, provenienti da 5200 edifici storici, tra cui 1200 chiese danneggiate dal sisma del 2016.
I depositi e i laboratori di Santo Chiodo e dell’ex mattatoio di Spoleto sono oggi strumenti essenziali per la salvaguardia della memoria collettiva. Restituire i beni alle comunità significa rafforzare il senso di appartenenza e stimolare la ripresa sociale ed economica, attirando investimenti pubblici e privati.
Il nuovo deposito, prossimo all’inaugurazione, è stato progettato con criteri di sostenibilità ambientale, confermando l’impegno della Regione verso un futuro più verde. La visita ai suoi spazi trasmette un messaggio di rinascita e rigenerazione, simbolo di un’Umbria che guarda avanti con fiducia.
Alla giornata hanno preso parte anche il sindaco di Spoleto Andrea Sisti e numerosi rappresentanti istituzionali, che hanno partecipato al sopralluogo nei cantieri dell’ex mattatoio.

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