Inciucio e apparentamento, Maria Elena Bececco spiega la differenza

Inciucio e apparentamento, Maria Elena Beccecco spiega la differenza

Inciucio e apparentamento, Maria Elena Bececco spiega la differenza

In queste ultime ore, dopo la notizia dell’apparentamento delle 2 liste (Spoleto Popolare e Alleanza Civica) che mi hanno sostenuto al primo turno elettorale, al candidato sindaco Camilla Laureti, ho letto numerosi interventi sui giornali e sui social network che parlano di inciucio e di tradimento.

Forse è bene quindi spiegare quale sia la differenza tra un inciucio, o accordo segreto che dir si voglia, ed un apparentamento, perché la differenza tra le due cose è abissale.

Un inciucio si attua con un’intesa su determinati benefici personali, in genere posti di tipo apicale in cambio di un intervento verso i propri elettori per indirizzarli a votare il candidato che ha promesso questi benefici.

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In questo caso, qualora quest’ultimo vinca, se tiene fede alla sua parola concederà i posti promessi, con i consiglieri delle liste che lo hanno appoggiato che però rimarranno formalmente all’opposizione, senza poter incidere nell’azione di governo.

Un apparentamento è invece una procedura tecnica che fa sì che un candidato sindaco si presenti al ballottaggio con le nuove liste che l’appoggiano esposte pubblicamente nella scheda elettorale.

Un accordo completamente alla luce del sole che prevede anche delle conseguenze completamente diverse. In caso di vittoria di quel candidato sindaco, infatti, i consiglieri delle liste che hanno optato per l’apparentamento entrano direttamente nella coalizione di maggioranza.

Questo cosa vuol dire?

Nel caso specifico vorrebbe dire che se prima quella maggioranza sarebbe stata formata da 15 consiglieri delle liste che appoggiavano Camilla Laureti, ora in caso di sua vittoria quella stessa maggioranza sarebbe formata invece solo da 9 consiglieri delle originarie liste in appoggio e da 6 consiglieri di Spoleto Popolare e Alleanza Civica.

Le conseguenze sono talmente chiare che mi sembra non andrebbero nemmeno spiegate, se si considera che ogni atto per essere votato deve avere una maggioranza di almeno 13 voti favorevoli.
Chiariti gli aspetti tecnico-politici, a questo punto si può parlare anche di cosa significhino le parole tradimento o incoerenza.

Se infatti in campagna elettorale ci siamo proposti in alternativa alle altre forze in lizza e contro un ritorno del Pd alla guida della città, l’effetto dell’apparentamento è esattamente quello di rimanere all’interno dell’Amministrazione comunale con una forza tale da avere pari dignità dell’altra compagine di maggioranza.

Ci rendiamo conto che, qualora gli elettori premiassero questa nostra scelta, si tratterebbe di una novità assoluta. Questa, infatti, per Spoleto è un’operazione sconosciuta, per l’incapacità che di solito si ha nel superare steccati mentali nell’ottica di una visione più ampia.

Si è trattato di un’operazione molto coraggiosa, sia da parte nostra che da parte di chi l’ha accettata, ritenendo di poter utilmente collaborare insieme.
Ci auguriamo che tutto questo il 24 giugno sia compreso dagli elettori di buon senso.

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