“Capitale italiana della cultura? Spoleto è e sarà sempre cultura”

Accade in Primavera a Spoleto

Riceviamo e pubblichiamo dalla Lega Spoleto:

“Spoleto possibile capitale della cultura è sicuramente una grande notizia, ma certamente non una sorpresa, nel senso che essere tra le big italiane presenti nella short list, quale potenziale vincitrice, è una rinnovata conferma dell’importanza della città di Spoleto nel panorama culturale italiano ed internazionale. A prescindere dall’esito di questa selezione, è un ottimo risultato per la nostra città, che, se sarà effettivamente capitale della cultura, saprà farsi valere confermando ancora una volta la sua posizione di rilievo.

Laddove infatti dovesse essere scelta un’altra località, nulla intaccherà il curriculum e la storia della nostra città; tutto ciò, oltre a confermare la posizione rilevante del nostro territorio, è anche un momento di riflessione su quello che significa questo passaggio. La città di Spoleto arriva infatti sempre prima di noi; un’amministrazione comunale oculata e saggia dovrebbe essere consapevole del fatto che Spoleto porta con sé un bagaglio culturale che va ben oltre le persone, le giunte comunali e il sindaco del momento. Questo semplicemente per ricordare agli amministratori attuali e futuri che probabilmente la città di Spoleto e la sua fama ci precederanno sempre, qualsiasi sia la direzione scelta, qualsiasi sia l’indirizzo politico.

Infatti, grazie al nostro passato, ai nostri antenati, grazie alla nostra storia, qualsiasi scelta un’amministrazione voglia prendere, la città sarà già lì ad attenderli; un cittadino di Spoleto non deve mai specificare da dove viene, perché la fama del nostro territorio lo precede.
Quando si parla di scelte amministrative è sempre corretto interrogarsi sulle conseguenze che esse hanno sul nostro territorio e se siano realmente funzionali alla crescita della città; è infatti legittimo chiedersi se sia giusto realizzare un progetto culturale in un area ambientalmente tutelata da millenni come Monteluco e il suo Bosco sacro, se sia corretto realizzare una rotatoria in un punto storicamente nevralgico della città, dove non non serve enfatizzare l’aspetto viario quanto l’aspetto culturale; è bene interrogarsi se sia accettabile il fatto di perdere un simbolo fondamentale della nostra città come il manifesto del Festival, a causa di una mera operazione di marketing; è giusto infine interrogarsi se sia importante o meno che l’unica sede del Festival dei Due Mondi sia la città di Spoleto.

La questione dunque non è tanto il fatto che Spoleto possa essere o meno capitale culturale, ma bisognerebbe piuttosto interrogarsi su chi è in grado di produrre realmente quella cultura, su chi è in grado di preservare l’eredità ricevuta ed eventualmente migliorarla, sapendo distinguere tra una parete imbiancata e un affresco”.

1 Commento

  1. gli amministratori hanno la loro importanza ,se non ci fossero stati quelli del passato sia dei primi de 900 che qualcuno del dopoguerrà saremmo diventati un paesotto ai piu’ sconosciuti,non sono le vestigia del passato che esprimono cultura è quello che tu riesci a realizzare e frar permeare nella città ,,il festival è stasto un contenitore che ha dato delle opportunità a queste si aggiungano altre strutture che potrebbero essere veicoli di valorizzazione ,bisogna lavorarci,e questo della candidatura è uno dei tentativi che potrebbe rimettere al centro una capacità complessiva della città di essere portatore e allo stesso tempo fruitore di cultura…,certo se dovessimo aver avuto supporto e contributo alla crescita dalla precedente amministrazione saremmo ancora a caro zio

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