Spoleto 1964: Il Festival dei Due Mondi Rivive tra Storia e Cultura

Conferenza, libro e mostra celebrano il settimo Festival dei Due Mondi

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Spoleto 1964: Il Festival dei Due Mondi Rivive tra Storia e Cultura

Il Festival dei Due Mondi di Spoleto, giunto alla sua sessantasettesima edizione, ha ospitato una conferenza, la presentazione di un libro e l’inaugurazione di una mostra dedicata alla settima edizione del 1964, un evento che ha richiamato numerosi partecipanti e autorità.

Nell’ambito del Festival dei Due Mondi, mercoledì 3 luglio 2024, la Sezione di Archivio di Stato di Spoleto ha ospitato una conferenza, la presentazione di un libro e l’inaugurazione di una mostra, tutte incentrate sulla settima edizione del Festival dei Due Mondi del 1964. L’evento ha visto una grande affluenza di pubblico, attratto dal tema storico e culturale.

L’Archivio di Stato di Perugia – Sezione di Spoleto, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e con il patrocinio del Comune di Spoleto, della Fondazione Festival dei Due Mondi, di Rai Umbria, dell’Associazione Amici di Spoleto e dell’Ordine degli architetti P.P.C. della provincia di Perugia, ha promosso questa iniziativa. La conferenza, dal titolo “Nelle pagine della cultura: il Festival dei Due Mondi, la città e il mondo dell’informazione”, ha visto la partecipazione di varie figure istituzionali e culturali.

Cinzia Rutili, direttrice dell’Archivio di Stato di Perugia, il sindaco di Spoleto Andrea Sisti, Monique Veaute, direttrice artistica del Festival dei Due Mondi di Spoleto, Giovanni Parapini, direttore Rai Umbria, Bruno Gori dell’Ordine degli Architetti di Perugia, Riccardo Regi dell’Ordine Giornalisti Umbria e Francesca Valentini, Soprintendente dei beni archivistici per l’Umbria, hanno portato i saluti istituzionali. Successivamente, sono intervenuti gli autori del volume “Spoleto 1964, il settimo Festival dei Due Mondi”: Moreno Cerquetelli, Marco Rambaldi, Antonella Manni, Giuliano Macchia e Paolo Bianchi.

Cinzia Rutili ha spiegato che questa iniziativa continua la ricerca sulle origini del Festival dei Due Mondi e ha annunciato che ulteriori documenti storici del Comune di Spoleto saranno disponibili il prossimo anno. Il sindaco Andrea Sisti ha sottolineato l’importanza di un centro di documentazione per valorizzare la storia del Festival, mentre Monique Veaute ha proposto la creazione di un centro di documentazione diffuso in città.

Giovanni Parapini ha evidenziato il ruolo della Rai nel sostenere la cultura e ha descritto l’iniziativa come un’operazione nobile che valorizza l’identità e le radici storiche di Spoleto. Bruno Gori ha parlato dell’importanza della collaborazione tra architetti e archivi per dare scientificità al lavoro dei professionisti. Riccardo Regi ha espresso il piacere dell’Ordine dei Giornalisti nel supportare la creazione di un centro di documentazione storica.

Il volume “Spoleto 1964, il settimo Festival dei Due Mondi” è stato pubblicato grazie al contributo della Fondazione “Francesca, Valentina e Luigi Antonini” e della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto. Comprende una prefazione di Camillo Corsetti Antonini e una presentazione di Cinzia Rutili, articolandosi in cinque capitoli che esplorano vari aspetti del Festival del 1964, dagli spettacoli agli articoli della stampa straniera, fino al rapporto tra Festival e centro storico.

La mostra, curata dalla Sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, è visitabile fino al 30 settembre 2024 e offre un’ampia panoramica della settima edizione del Festival attraverso documenti storici e materiali d’archivio.

Nel 1964, il Festival dei Due Mondi ha segnato una svolta con un alto numero di rappresentazioni e presenze. Tra gli eventi di rilievo, l’opera “Der Rosenkavalier” di Strauss, diretta da Thomas Schippers con la regia di Louis Malle, ha attirato l’attenzione delle autorità politiche dell’epoca. La settima edizione è ricordata anche per le polemiche suscitate dallo spettacolo “Bella Ciao”, che ha causato denunce e interrogazioni parlamentari.

Questa iniziativa culturale non solo celebra un’importante pagina della storia del Festival dei Due Mondi, ma mira anche a promuovere una maggiore consapevolezza e valorizzazione del patrimonio storico di Spoleto.

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