Documentario e testimonianze al centro del cineforum regionale
Nel quadro del percorso regionale “Umbria Legale e Sicura – Cineforum Lavoro Immigrazione Legalità”, Spoleto ospiterà giovedì 18 dicembre 2025 un appuntamento dedicato al dialogo tra cinema e società. Alle ore 21:00, presso la Sala Frau, sarà proiettato il documentario Partire e Ripartire, realizzato dai progetti SAI di Spoleto e Castel Ritaldi, con la regia di Jacopo Fioretti e Massimo Balducci, affiancati dall’arteterapeuta Tania Gobbato e dal mediatore culturale Yusef Buonfigli.
La serata prenderà avvio alle 20:30 con un momento conviviale: tisane e biscotti offerti dai ragazzi della Fattoria Sociale, simbolo di accoglienza e inclusione. Seguiranno i saluti istituzionali e la presentazione del film, che in 34 minuti racconta il tema del “ripartire” come esperienza di rinascita personale e collettiva, con particolare attenzione alle donne coinvolte nei percorsi di accoglienza.
All’incontro parteciperanno figure istituzionali e rappresentanti del mondo cooperativo e sociale: il sindaco di Spoleto Andrea Sisti, Eleonora Bigi della Regione Umbria, Carlo Di Somma di Confcooperative, Silvia Antonelli della Caritas diocesana, l’esperto di politiche del lavoro Valter Puliti, oltre a Moussa Doumbia, community mobilizer ULS. A moderare sarà Fabio Branco di Borgorete.
La serata offrirà anche spazio a testimonianze di esperienze imprenditoriali locali, con gli interventi di Serenella Banconi della cooperativa sociale Il Cerchio e di Marco Pennacchi della Fattoria Sociale.
L’iniziativa, gratuita e aperta alla cittadinanza, si inserisce in un ciclo di cineforum che utilizza il linguaggio cinematografico come strumento di sensibilizzazione sui temi della legalità nel lavoro, dell’inclusione sociale e del contrasto allo sfruttamento dei migranti. L’obiettivo è stimolare riflessione e confronto, trasformando la sala cinematografica in un luogo di partecipazione attiva e di costruzione di comunità.
Il progetto regionale “Umbria Legale e Sicura” conferma così la volontà di unire cultura e impegno civile, offrendo occasioni di dialogo che mettono al centro le persone, le loro storie e la possibilità di ripartire insieme.

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