Spoleto accoglie Elevazione spirituale e rilancia identità
Il Festival dei Due Mondi ha aperto ufficialmente la nuova direzione artistica di Daniele Cipriani con due appuntamenti simbolici: l’“Elevazione spirituale” nel Duomo di Spoleto e l’incontro “Radici” al Teatro Caio Melisso Carla Fendi. La Cattedrale di Santa Maria Assunta, gremita di pubblico nel clima raccolto dell’Avvento, ha ospitato un evento che ha intrecciato musica, meditazione e testimonianza, segnando il ritorno del Festival nello spazio sacro dopo l’epoca di Gian Carlo Menotti.
La serata ha visto protagonisti la Nova Opera Orchestra e il Coro della Diocesi di Roma, diretti da Mons. Marco Frisina, con letture affidate ai detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto. I testi scelti – un passo da Bariona o il figlio del tuono di Sartre e un discorso di Papa Leone XIII sulla pace – hanno conferito alla celebrazione un tono di intensa riflessione, in sintonia con il Giubileo dei detenuti che si svolge a Roma nello stesso fine settimana.
Il programma musicale ha alternato pagine della tradizione a composizioni originali di Frisina, tra cui il Gloria dalla Messa Esultate nel Signore, Tre quadri di Natale, Tante schiere d’Angeli, O magnum mysterium, Magnificat e Adorazione di Maria. Un itinerario che, come sottolineato dal direttore, ha mostrato la capacità della musica di aprire il cuore alla speranza.
Al Teatro Caio Melisso Carla Fendi, l’incontro “Radici” ha anticipato la 69ª edizione del Festival, in programma dal 26 giugno al 12 luglio 2026, ponendo al centro il dialogo tra memoria e futuro. Cipriani ha presentato la squadra che lo affiancherà: la pianista Beatrice Rana, consulente per la musica classica, e il regista Leo Muscato, consulente per opera e prosa.
Il nuovo corso, ha spiegato Cipriani, intende rafforzare l’internazionalità e il legame con la città, con una programmazione interdisciplinare che unisce eccellenza e apertura democratica. L’obiettivo è costruire un Festival capace di essere “città ideale”, dove l’arte diventa ponte tra culture e generazioni. Innovazione e identità si intrecciano in un percorso che punta a valorizzare grandi interpreti e nuovi talenti, sostenuto da partnership strategiche.
Con questa inaugurazione, Spoleto riafferma la sua vocazione di luogo in cui l’arte non è solo spettacolo, ma esperienza condivisa che unisce comunità e mondi diversi, proiettando il Festival verso un futuro di rinnovata vitalità.
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