Tre episodi in pochi giorni, sindacati denunciano emergenza
Clima sempre più teso alla Casa di reclusione di Spoleto, dove si registra una escalation di aggressioni ai danni del personale della Polizia Penitenziaria. A lanciare l’allarme sono le organizzazioni sindacali, che denunciano tre episodi gravi avvenuti nell’arco di quattro giorni, parlando apertamente di una situazione ormai fuori controllo.
Secondo quanto riferito, si tratta di eventi che non possono più essere considerati isolati, ma che delineano un quadro strutturale di criticità e rischio per operatori e dirigenti.
Tre episodi in quattro giorni
Il primo caso risale al 9 aprile, quando un detenuto ritenuto particolarmente violento ha aggredito la vice direttrice dell’istituto, scagliandole contro un monitor. Nel tentativo di intervenire, un ispettore di Polizia Penitenziaria è rimasto ferito.
Il giorno successivo, il 10 aprile, durante una rissa tra detenuti, un agente è stato colpito in modo violento mentre cercava di riportare l’ordine. Il poliziotto è stato ricoverato con urgenza e ha riportato fratture costali, con una prognosi di 25 giorni.
L’episodio più recente, avvenuto il 13 aprile, ha coinvolto il vice comandante di reparto, un sostituto commissario con lunga esperienza, colpito al volto da un detenuto ristretto nel circuito di Alta Sicurezza.
Sovraffollamento e detenuti problematici
Le organizzazioni sindacali puntano il dito contro una gestione ritenuta inadeguata. In particolare, viene contestato l’invio nell’istituto di numerosi detenuti considerati tra i più problematici del circuito nazionale, inclusi soggetti con fragilità psichiatriche.
A questo si aggiunge il sovraffollamento, che avrebbe ormai superato i limiti regolamentari. Secondo quanto denunciato, alcuni detenuti sarebbero costretti a dormire in locali non idonei, come sale comuni o ambienti non destinati alla detenzione.
Critiche alla gestione disciplinare
Nel mirino anche la gestione delle conseguenze disciplinari. I sindacati evidenziano come, nonostante la gravità degli episodi, non sarebbero stati adottati provvedimenti immediati nei confronti dei responsabili, come trasferimenti o misure restrittive più severe.
Una situazione che, secondo le sigle, rischia di alimentare un senso diffuso di impunità all’interno della struttura.
Carenza di personale e diritti
Ulteriore elemento critico riguarda la carenza di organico, che incide direttamente sulle condizioni di lavoro degli agenti. Viene segnalata anche una riduzione dei giorni di ferie previsti, ritenuta incompatibile con il diritto al recupero psicofisico del personale.
Le sigle sindacali parlano di una condizione ormai insostenibile, che richiede interventi urgenti e strutturali.
Le richieste dei sindacati
Le organizzazioni firmatarie chiedono con forza lo stop all’invio di detenuti particolarmente problematici, il trasferimento immediato dei responsabili delle aggressioni e un incremento straordinario delle risorse umane.
Viene inoltre sollecitata l’adozione di protocolli operativi adeguati a garantire standard minimi di sicurezza all’interno dell’istituto.
Stato di emergenza permanente
Il quadro delineato è quello di una struttura definita come una “polveriera”, dove il rischio di nuovi episodi violenti resta elevato. In assenza di risposte concrete, i sindacati annunciano possibili iniziative di protesta per tutelare la sicurezza e la dignità del personale penitenziario.

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