Residenti e commercianti esasperati: “Serve una svolta urgente”
Due uomini, uno italiano e uno straniero, sono rimasti feriti in una violenta colluttazione avvenuta martedì sera a Piazza della Vittoria, nel cuore di Spoleto. L’episodio, scaturito da motivi apparentemente banali, ha visto l’impiego di una bottiglia rotta come arma. Entrambi sono stati trasportati in ospedale con lesioni non gravi, ma l’accaduto ha riacceso l’allarme tra i cittadini.
La zona, già nota per episodi di degrado, è da tempo teatro di tensioni e disordini. I due protagonisti della lite frequentano abitualmente i giardini adiacenti, spesso popolati da persone in condizioni di disagio. I carabinieri stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza per chiarire la dinamica e verificare il coinvolgimento di altri individui.
Nella stessa giornata, un’ambulanza è intervenuta per soccorrere una donna in stato di alterazione, probabilmente per overdose. Il continuo passaggio di mezzi di soccorso e forze dell’ordine ha trasformato la piazza in un luogo percepito come pericoloso.
Commercianti e residenti denunciano una situazione insostenibile. La paura ha svuotato le strade, penalizzando le attività economiche. “Evitiamo di uscire la sera”, racconta una donna, “preferiamo spostarci altrove”.
La piazza, definita “il salotto buono” della città dopo la riqualificazione urbanistica, è oggi simbolo di abbandono. Le telecamere installate non hanno arginato il fenomeno. L’omicidio avvenuto poco più di un anno fa, seppur consumato altrove, ha avuto radici proprio in questo contesto.
La richiesta di interventi concreti è unanime. Alcuni invocano ordinanze contro bivacchi e accattonaggio, altri sollecitano una presenza costante delle forze dell’ordine. “Non possiamo abituarci a questa normalità distorta”, afferma un albergatore, “serve un presidio fisso”.
Il disagio sociale, alimentato da dipendenze e marginalità, continua a generare episodi di violenza. Piazza della Vittoria, da luogo di incontro e bellezza, rischia di diventare sinonimo di paura. La città chiede risposte, prima che l’emergenza si trasformi in tragedia.

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