Lions Club Spoleto dona al Comune nuovo cancello per rifugio antiaereo di via del Trivio

Giovedì 30 giugno cerimonia di consegna della donazione e conferenza stampa a Palazzo Mauri

 
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Lions Club Spoleto dona al Comune nuovo cancello per rifugio antiaereo di via del Trivio. Il Lions Club di Spoleto, a conclusione di un intervento di rimozione della vegetazione infestante il muraglione di sostegno di via Cecili, ha deciso di dotare l’ingresso del rifugio antiaereo situato in Via del Trivio di un cancello per proteggere un ambiente di interesse storico. La cerimonia di consegna della donazione è in programma nell’ambito di una conferenza stampa fissata per giovedì 30 giugno 2016 alle ore 10.30 alla Biblioteca comunale “Giosuè Carducci” di palazzo Mauri. Parteciperanno il Sindaco Fabrizio Cardarelli, l’Assessore ai Lavori pubblici Angelo Loretoni, il Presidente del C.A.I. Sergio Pezzola, il Direttore tecnico del Gruppo Speleologico Spoleto Roberto Giorgetti, la Presidentessa del Lions Club Spoleto Letizia Angelini Paroli, gli speleologi e i volontari.

Nel corso dell’incontro verrà proiettato un breve documentario realizzato da Pietro Emidio Rindinella, girato durante l’intervento di pulitura del muro. L’intera operazione di rimozione della vegetazione dalle antiche mura e dai più insigni monumenti della città è frutto di un accordo tra il Gruppo Speleologico C.A.I di Spoleto, il Lions Club Spoleto e il Comune di Spoleto, con un protocollo d’intesa della durata di quattro anni ed a titolo gratuito. L’inizio delle attività ha avuto luogo nel giugno del 2015 con due impegnativi interventi rivolti a liberare il Ponte delle Torri dalla vegetazione infestante.  In quell’occasione sono stati rimossi più di 10 m³ di vegetazione erbacea ed arborea.

Nel febbraio del 2016 è stata la volta del muraglione di sostegno della Via Cecili che incombe su Largo Oberdan con un’estensione di oltre 120 metri e un’altezza media di 12 metri. gli speleologi dei C.A.I. di Spoleto e i volontari del Lions Club Spoleto, appesi alle funi e avvalendosi delle moderne tecniche di progressione speleologica, in due giorni sono riusciti a rimuovere interamente la vegetazione spontanea presente.

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