Presentazione del libro “Controluce. Alberto Burri – una vita d’artista”

Domenica 12 luglio alle ore 11 alla Biblioteca di Palazzo Mauri verrà presentato il libro di Alessandra Oddi Baglioni “Controluce – Alberto Burri una vita d’artista” . Interverranno Alessandro Campi, Professore Università Perugia, Fausto Dominici, F.N.I.S.M. (Federazioni nazionale insegnanti) di Terni, Gianluca Marziani, Direttore Palazzo Collicola, l’on Walter Verini, Presentatore Legge Comitato Burri. Porterà il saluto il Sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli.

Se c’è un artista contemporaneo italiano celebrato in tutto il mondo, questi è senz’altro Alberto Burri. Dal Centre Pompidou di Parigi al Guggenheim di New York, dalla Tate Gallery di Londra alla Biennale di Venezia, passando per Chicago, Las Angeles, Lisbona, Madrid, non c’è grande museo del mondo che non gli abbia dedicato spazi e antologiche di prestigio internazionale. I suoi cretti – le gigantesche opere in terre e vinavil – campeggiano da Gibellina a Las Angeles, e i suoi cellotex sono ormai voci essenziali del lessico dell’arte contemporanea.

Quello che però meno si conosce è il Burri privato, il burbero medico umbro che, partito per la guerra in Africa, si ritrova catapultato in un campo di prigionia nel deserto del Texas e che, grazie ai cartoni e i pennelli avuti in dono da un lungimirante caporale dell’esercito americano, scopre il suo talento di pittore. Dagli episodi di quei giorni di stenti nel West ai primi passi da artista una volta tornato in Italia nel dopoguerra, prende le mosse il racconto di Alessandra Oddi Baglioni, che da umbra e appassionata d’arte ricostruisce il lato intimo del celeberrimo conterraneo, seguendo il filo dellimmaginazione ma basandosi sulle lettere private, le testimonianze e i ricordi dei tanti che lo hanno conosciuto.

Gli amici di Citta di Castello, innanzitutto, fedeli compagni delle partite di caccia e di calcio – le due passioni intramontabili di Burri, tifoso sfegatato del Perugia e mattiniero battitore di sentieri boscosi. E poi le amiche, le donne che hanno attraversato la sua vita, sul cui sfondo ha sempre campeggiato l’enigmatica moglie Minsa, ballerina americana. Tutte immortalate da Burri con l’obiettivo di una delle sue trenta macchine fotografiche – altra passione di una vita, finora rimasta sconosciuta e per la prima volta svelata in questo libro, che riproduce le sue foto private, scattate agli amici più intimi.

A raccontare la vita dell’artista sono in queste pagine due personaggi sospesi tra la realtà e il romanzo: la giovane assistente inglese degli esordi – tornata a Città di Castello molti anni dopo la morte del maestro – e un gallerista che da quasi trent’anni custodisce un’opera del tutto speciale: un cretto infinitesimale, della taglia di un francobollo. Sarà quest’opera in miniatura – realmente esistente nella sua Città di Castello – a fare da bandolo di questa sorta di romanzo di una vita, che nel centenario della nascita di Burri ce lo svela in controluce.

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