Nessun candidato ha speso una parola per il tratto ferroviario Spoleto-Terni

FEDERMANAGER TERNI SU INFRASTRUTTURE_ L'APPELLO INSIEME A CIDA UMBRIA

Nessun candidato ha speso una parola per il tratto ferroviario Spoleto-Terni

Nessun candidato ha speso una parola per il tratto ferroviario Spoleto-Terni

“Le infrastrutture stradali e ferroviarie dell’Umbria meridionale? Sono la conseguenza per cui questa parte della nostra regione soffre da sempre di un cronico isolamento che penalizza oltre misura la vocazione industriale del territorio”. A riaccendere le luci sul nodo collegamenti su gomma e ferro è Luciano Neri, presidente Federmanager Terni, che con Cida – la confederazione dei dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato – ha lanciato un appello ai candidati alla presidenza della Regione Umbria, elaborando un programma in sette punti (dall’industria all’agricoltura, dal commercio alla scuola, dalla sanità al turismo).

Neri, attraverso alcuni punti cruciali, risolleva la questione bollente che dovrà necessariamente affrontare chi dal 28 ottobre andrà al governo della Regione, per far uscire l’Umbria dall’isolamento.

Infrastrutture stradali: le priorità. “Sul piano delle infrastrutture stradali ci sono alcune priorità non più rinviabili: la Terni-Orte-Civitavecchia va completata fino a Monteromano; mancano 18 chilometri già finanziati da Regione Lazio e Anas (400 ml) per il collegamento con l’Aurelia, ma non ancora appaltato. Servono anche l’adeguamento della Flaminia nel tratto Terni-Spoleto, il collegamento della superstrada Spoleto-Terni mediante completamento del progetto quadrilatero, che collega Spoleto con la E45 ad Acquasparta, e il completamento del collegamento Centro Servizi AST con strada Flaminia”.

Rete ferroviaria: le opere strategiche e i nodi. Luciano Neri interviene anche sul fronte collegamenti ferroviari. “C’è l’Orte-Falconara, ritenuta opera strategica dal documento di programmazione e pianificazione in quanto consentirebbe il collegamento Tirreno-Adriatico, quindi un attraversamento di 3 regioni del centro Italia. Sarebbe perfetta per la realizzazione pratica della funzione auspicata di economia circolare e ‘green’ nei nostri territori. Si pensi alle positive e strategiche ricadute per le Grandi Officine di Foligno.

C’è poi la questione della strozzatura del tratto Terni-Spoleto, che pur in presenza di progetto esecutivo approvato è stato recentemente accantonato, senza che alcun candidato abbia sollevato rimostranze o proteste. Il progetto renderebbe operativo il doppio binario per gli 80 chilometri Orte-Foligno con significativa riduzione dei tempi di percorrenza dell’alta Umbria per il collegamento con Roma. Per farvi capire: la strozzatura, di fatto, impedisce di guadagnare mezz’ora anche a coloro che partono da Perugia.

Vanifica ciò che viene fatto a valle e a monte nel sistema ferroviario. Parliamo, quindi, di un beneficio per tutta l’Umbria del nord. Su questo tratto, inoltre, si crea anche un problema legato alle pendenze (14% tra Terni e Spoleto), dove in caso di condizioni meteo avverse i treni si fermano, perché non ce la fanno, tanto che durante le emergenze deve intervenire un altro locomotore per trainarli (sia i treni merci che per i passeggeri). Alla luce delle considerazioni esposte, riteniamo fondamentale che tutte le componenti politiche dell’Umbria stipulino un Patto con il Governo”.

“Rivediamo insieme la pianificazione territoriale”. Il tema caldo delle infrastrutture è solo uno dei sette punti programmatici messi da Cida sul tavolo dei candidati politici. L’obiettivo è aprire un dialogo costruttivo, per creare un’Umbria migliore, mettendo a disposizione competenze ed esperienza, dall’industria all’agricoltura, dal commercio alla scuola, dalla sanità al turismo.

“Serve un nuovo metodo di approccio di tipo manageriale, che coinvolga gli operatori pubblici (dalla selezione alla rotazione, promuovendo gli interscambi), nonché quelli privati”, sostengono insieme Federmanager, Manageritalia, FP-CIDA, Cimo, Sumai Assoprof, Sindirettivo, Fidia, Federazione Terzo settore Cida, Fenda, Saur, Sindirettivo Consob), le Federazioni riunite sotto Cida. “Serve un progetto sinergico – sottolineano – con tutti gli attori sociali: un ‘cantiere’, un incubatore di idee e progetti capace di mettere a rete idee e competenze in un quadro nazionale, europeo ed extra-europeo.

L’idea di fondo è di rivedere insieme la pianificazione territoriale e di aprire l’Umbria e il suo sistema alla ‘città-mondo’: accrescendo il suo potere contrattuale nelle sedi istituzionali; esaltandone unicità e pluralità, elementi questi caratterizzanti della sua identità regionale e vero motore di crescita e innovazione futura”. Punti programmatici, dunque, che rappresentano delle opportunità, ma allo stesso tempo delle sfide./Maria Mazzoli – uff stampa

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