Chiusura del viadotto, la città di Spoleto sempre più isolata


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Chiusura del viadotto, la città di Spoleto sempre più isolata

Con la chiusura del viadotto del valico della Somma si rinnova il tema dell’isolamento della Città legato all’annoso problema della inadeguatezza dei collegamenti. Ribadiamo con forza che se non si esce da questo “imbuto” che soffoca Spoleto, ogni ipotesi di sviluppo economico appare velleitario. Come non ricordare, allora, l’incontro del luglio 2017 presso il Comune, voluto dal Sindaco Cardarelli, con la presenza di istituzioni regionali, provinciali, stakeholders anche privati, per promuovere il ruolo delle infrastrutture, e quindi della Tre Valli, per il rilancio del Comune di Spoleto e dei Comuni limitrofi sulla direttrice stradale Civitanova-Civitavecchia.

Come non ricordare, anche, che l’idea progettuale della Tre Valli fu sostenuto da imprenditori, associazioni, enti ed istituzioni del più ampio territorio perugino e ternano (si sottolinea ternano) nella considerazione della importanza strategica per lo sviluppo dell’intera Regione, e l’entusiasmo con il quale il progetto venne accolto quando fu presentato presso la Regione con la presenza del vertice di Intesa Sanpaolo!

E’ opportuno, quindi, reagire nei confronti di chi pensa ancora di scaricare strumentalmente la responsabilità su Spoleto, la quale dovrebbe, a suo dire, decidere se completare la Tre Valli o puntare sulla Flaminia. Ed è risibile dire che i costi per la Tre Valli sono “elevati” per realizzare la galleria verso Acquasparta, come se le tante gallerie verso Civitanova o Ancona fossero state eseguite a costo zero.

Nel rammentare che il progetto (cantierabile) dell’intero tratto è stato approvato dal Cipe nel 2005 e che sin dal 2001 era stato inserito nel programma delle opere strategiche la strada delle Tre Valli, torniamo a sollecitare gli Enti preposti a far sì che si proceda alla realizzazione di questa arteria per far uscire dall’isolamento questo territorio, ricordandone la importanza non solo ai fini dello sviluppo, ma anche in relazione ai rischi propri di una area centrale del cratere sismico svolgendo un ruolo vitale in una situazione emergenziale.

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