Diocesi Spoleto, Ordinazione diaconale di Alfio Tagliavento

 
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Diocesi Spoleto, Ordinazione diaconale di Alfio Tagliavento

Diocesi Spoleto, Ordinazione diaconale di Alfio Tagliavento
L’Arcivescovo: «Tutti siamo chiamati a servire, a donare la vita nella fedeltà alla cose quotidiane, a fare il bene».

«Giorno di festa per la nostra Archidiocesi e in particolare per la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Spoleto: uno dei suoi figli, infatti, sta per ricevere l’ordine del diaconato».

Con queste parole l’Arcivescovo ha avviato, sabato 27 febbraio presso il Santuario della Madonna di Loreto a Spoleto, la Celebrazione eucaristica nella quale ha ordinato diacono permanente Alfio Tagliavento.

Nato a Giano dell’Umbria 78 anni fa e sposato con Maria Angela Meduri: hanno due figlie, Patrizia (vive col marito e i dieci figli in missione in Perù con le famiglie del Cammino Neocatecumenale) e Anna Paola (sposata, due figlie, vive nella casa paterna a Collerisana di Spoleto).

Libero professionista (nel campo edile prima e titolare di una scuola guida a Spoleto poi), ri-scopre la fede intorno ai 40 anni grazie al parroco del Sacro Cuore (parrocchia nella quale si era trasferito da Giano poco dopo il matrimonio) don Sergio Virgili che lo coinvolge nel gruppo di ascolto della Parola di Dio, nel coro parrocchiale e in varie attività pastorali, tra cui quelle sportive al fianco di tanti giovani.

Poi, per seguire la figlia Patrizia non ancora maggiorenne che si era fidanzata con un ragazzo che faceva parte del Cammino Neocatecumenale Alfio e Angela Maria iniziano il percorso di fede nel movimento ecclesiale avviato da Kiko Arguello. Responsabile prima e catechista ora della prima Comunità del Cammino di S. Gregorio di Spoleto, con sede nella parrocchia di Cortaccione.

Totale, inoltre, il suo impegno nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo al fianco del parroco don Edoardo Rossi.

Alla celebrazione, animata dalla corale parrocchiale diretta da Loretta Carlini, erano presenti i familiari e tantissimi amici del Cammino Neocatecumenale e della parrocchia. Nell’omelia l’Arcivescovo, commentando la prima lettura della III Domenica di Quaresima (il racconto dell’Esodo in cui Dio si manifesta a Mosè nel roveto ardente) ha evidenziato la caratteristica dialogante di Dio che, rivelandosi, dice all’uomo «io sono davanti a te e ti voglio bene. Siamo noi – ha proseguito mons. Boccardo – che attraverso la mormorazione chiudiamo il nostro cuore e siamo freddi nei confronti di Dio.

Nonostante ciò, però, lui continua dialogare con noi, addirittura manda suo figlio Gesù per fare da ponte con lui. Dio non si pente mai di aver scelto l’uomo e lo lascia libero anche quando quest’ultimo sembra trovare altrove la felicità. E quando torna Dio gli dice: ti aspettavo! Come non essere riconoscenti allora a questa attenzione di Dio per l’uomo.

Quando, poi, ci dona un suo nuovo ministro, questa sera nella persona di Alfio, è tutta la storia della salvezza che si ripete. L’ordinazione diaconale di questo nostro fratello, dunque, ci ricorda che tutti siamo chiamati a servire, a donare la vita nella fedeltà nelle cose quotidiane, a fare il bene.

Rendiamo grazie a Dio per la dedizione di Alfio al servizio della Chiesa. Questa ordinazione – ha concluso l’Arcivescovo – non è un premio alla fedeltà, ma un ridire dinanzi alla comunità cristiana che il Signore ancora si serve  dei suoi figli per farsi presente in mezzo a noi».

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