Il Cinéma Sala Pegasus, nel centro di Spoleto un cinema d’Essay

 
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Inaugurato dalla cooperativa Immaginazione il 19 dicembre nella città di Spoleto e ospitato all’interno dell’ex chiesa medievale di San Lorenzo Illuminatore, il Cinéma Sala Pegasus si avvale di una programmazione strutturata su proposte in cui la qualità costituisca denominatore comune essenziale e in cui la scelta dei titoli si sottragga alla rincorsa di mode passeggere ma si caratterizzi per una fisionomia specificatamente autoriale.

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La programmazione cinematografica ricopre l’80 per cento dell’attività e si cerca di scatenare nello spettatore un ragionamento in modo che l’esperienza inizi in sala e finisca quando si esce dal cinema convogliando la cultura in tutta la città.

“Approfondiamo anche altri linguaggi – dice Valentina Marinelli Socia della cooperativa- come concerti, abbiamo ospitato gli allievi del teatro lirico sperimentale, e reading in modo da configurarci come un centro culturale polivalente che crei delle dinamiche di dialogo con la città e con il territorio.”

Situata in piazza Giovanni Bovio, la Sala è un luogo da visitare non solo per la sua programmazione ma anche per i numerosi affreschi all’interno ma anche per la volta interamente restaurata nel 1972 che ne fanno, anche come acustica una delle migliori sale della città.

Il percorso che in un primo momento si è voluto intraprendere programmaticamente è quello sul cinema documentario adottando un doppio sguardo che potesse analizzare il linguaggio documentaristico nelle sue declinazioni legate al cinema in rapporto con il sociale ma anche come forma di costruzione filmica in relazione addizionale con il reale. A guidare il cammino, regista dopo regista, Roberto Lazzerini, formatore esperto di cinema.

Il 19 dicembre 2014, già dalla giornata inaugurale, si inizia con Filippo Vendemmiati per l’anteprima nazionale di Meno male è Lunedì, documentario presentato nella sezione Prospettive Italia all’ultima edizione del Festival Internazionale del film di Roma, sesta regia del regista giornalista Rai, già David di Donatello nel 2011 come miglior documentario. Girato in presa diretta, Il lavoro di Vendemmiati racconta l’esperienza di Fare impresa in Dozza, l’officina nata nel carcere di Bologna in cui un gruppo di ex operai in pensione diventa insegnante di un’insolita ed originale scuola aziendale.

Il 14 febbraio è stata la volta di Agostino Ferrente coautore insieme a Giovanni Piperno di Le cose belle. Il documentario è un progetto lungo tredici anni, iniziato a Napoli nel 1999 quando i due registi realizzarono per Rai Tre Intervista a mia madre, documentario in cui raccontavano frammenti di adolescenza a Napoli e ai loro quattro protagonisti veniva chiesto come immaginassero il proprio futuro. Dieci anni dopo, in una Napoli profondamente cambiata, i registi tornano a filmare i loro quattro protagonisti per un arco di quattro anni, sviluppando un discorso sul tempo che passa e sulla difficile riconoscimento e messa in prospettiva delle “cose belle” che nella vita incontriamo.

Il 13 marzo è arrivato in sala Antonio Augugliaro, co-autore insieme a Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry del film documentario Io sto con la sposa, esperienza di disobbedienza civile effettivamente accaduta fra il 14 ed il 18 novembre 2013, promuove all’attenzione del pubblico del Cinéma Sala Pegasus un’esperienza documentariale diventata un vero e proprio caso in Italia per un interesse declinato su più livelli: come ha raccontato il regista di fronte ad uno schermo in cui per 8 minuti hanno continuato a scorrere i nomi di tutti i finanziatori del progetto, siamo di fronte al più grande crowdfunding della storia del cinema italiano, un lavoro finanziato con una forma di circuitazione dal basso alla quale hanno aderito 2.617 persone garantendo così una visibilità che ha permesso di scollarsi dalle logiche stringenti dei meccanismi distributivi e di arrivare alla 71esima edizione della mostra del cinema di Venezia nella sezione Orizzonti.

Bartolomeo Pampaloni, trentaduenne autore fiorentino , è stato ospite invece venerdì 17 aprile con il suo lavoro Roma Termini, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma 2014 nella sezione “Prospettive Italia”, ricevendo la Menzione Speciale e il premio della Critica Doc It.

Un’opera prima in cui la principale stazione ferroviaria romana non viene analizzata nella sua natura di luogo ibrido e di passaggio ma al contrario messa a fuoco nel suo essere spazio di rifugio quotidiano dei senzatetto della capitale, scenografia straniante e immobile delle loro storie e dei loro rituali.

“4 mesi di attività per 4 grandi registi- continua Valentina Marinelli- per 4 sguardi differenti sul genere documentaristico, e stiamo lavorando per i prossimi mesi per ampliare la nostra offerta e continuare ad essere veicolo di cultura per la nostra comunità e non solo”.

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