“L’assurdo su comodino”, presentazione del libro di Luis Gabriel Santiago

 
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Proseguono gli incontri letterari tra autore ed editore per presentare, nella splendida cornice della Biblioteca di Palazzo Mauri, nuove produzioni letterarie: è la proposta dell’Assessore alla cultura di Spoleto Gianni Quaranta per promuovere l’interesse e la passione per la letteratura. Il titolo dell’iniziativa è “Spoleto incontri d’autore: letteratura”.

Venerdì 30 gennaio, alle ore 17.30, verrà presentato il libro “L’assurdo sul Comodino”, raccolta di lavori teatrali di Luis Gabriel Santiago. Quello di venerdì è il secondo appuntamento, dopo la presentazione del volume “Lupanare” nella serie degli incontri con l’autore, per far conoscere al pubblico la produzione artistica di Luis Gabriel Santiago.

Come spiega l’autore “Ho lasciato l’Assurdo sul Comodino” è tra i miei lavori teatrali è quello che amo di più e forse è così per una ragione anagrafica. L’Assurdo ho imparato ad assaporarlo già da bambino, mi ha tenuto compagnia negli anni della maturità e mi è di conforto ancora oggi che sto cominciando a invecchiare. Nella mia vita perciò l’Assurdo è qualcosa di familiare, un oggetto di uso comune che può far comodo trovarsi in tasca al momento giusto e che magari la sera si appoggia distrattamente sul comodino prima di andare a letto.

Io credo appunto di averlo lasciato lì. Non saprei giustificare in altro modo lo stato d’animo che precede l’idea di scrivere questi siparietti minimali in bilico tra il nonsense più delirante e il buio della tragedia. Una, due voci, che parlano dell’impossibile come casalinghe al mercato o come marito e moglie nell’intimità di una casa qualsiasi, monologhi e dialoghi serali di personaggi mai esistiti o sopravvissuti a un’apocalisse che ha distrutto il mondo con il fragore di una risata. “Il Quadro di Buzzati” nasce come omaggio al grande maestro della letteratura dell’assurdo, dedicato all’autore che mi aveva iniziato al gusto della letteratura dell’assurdo.

La trama è semplice. Uno sconosciuto contatta una donna per vendere un quadro attribuito a Dino Buzzati. La donna accetta senza sapere nient’altro, né se il quadro sia vero, né chi sia lo strano collezionista. Soltanto alla fine l’uomo si rivela essere una delle più bonarie e oscure creature della storia della letteratura, il Babau, e tutti e due daranno vita a un vero e proprio “quadro vivente” nella più genuina tradizione surreale buzzatiana.

“Il Morto Francese” sembra nascere da un’evoluzione naturale di quanto è stato detto fin qui. La sessualità si presta a fare da sfondo a molte vicende e l’amore è il pretesto ideale di ogni dramma o tragedia. Ho inserito “Il Morto Francese” in questa raccolta perché qui la sessualità si esplicita in termini surreali e quindi ben si adatta al tema trainante. Il sesso visto come equivoco irrazionale è una scorciatoia efficace per uscire dalla visione logora e consumata del cosiddetto “comune senso del pudore”. Ne “Il Morto Francese” la macchietta e il gioco di parole sono solo apparenti, i personaggi, una donna (LEI), un ragazzo effeminato (MICHELE) e un marito deceduto e fedifrago (LUI), scoprono di appartenere a una trama inesorabile e bizzarra. E mentre discutono animatamente, descrivono le coordinate di un universo impossibile ma tutto sommato familiare.

Luis Gabriel Santiago è uno dei fondatori del gruppo «Accademia Europea della Fanta Fantascienza», associazione culturale nata a Spoleto impegnata nella produzione di narrativa e teatro ispirati all’assurdo e al grottesco. Per l’Accademia e per «Immaginazione Editore», Santiago pubblica racconti, brani da teatro e il romanzo “Per amore di Emma” (2002) e contemporaneamente debutta al Teatro Greco di Roma con la piece “Un Mestiere”, regia di Ennio Coltorti.

Nel 2003 scrive “Libera Vox” (in teatro a Spoleto e su RAI Radio 3) per Arnoldo Foà, che recita anche ne “Il Vecchio è Scappato” (2007, Spoleto), tutti e due con musiche di Stefano Taglietti. Sempre a Spoleto, con Daniele Formica porta sul palcoscenico “Giardini Artificiali” (2003) e “La Trincea dei Folli” (2004) mentre “Animali e Bestie” (2009) è interpretato da Anna Proclemer, prima a Spoleto e successivamente a Roma per il 46° festival di Nuova Consonanza. Seguono “Il Ritorno di Kunt” con Massimo Wertmüller (2010, Spoleto) e “Andante Mosso con Ricovero Immediato” con Simona Marchini (2011, Auditorium Parco della Musica, Roma).

Nel luglio 2008 realizza “L’occhio della Memoria”, film concettuale ispirato alla figura di Enrico Caruso, che viene proiettato al Teatro Manzoni di Bologna sulle musiche di Fabrizio de Rossi Re. Dalla collaborazione di L.G. Santiago con il compositore Fabrizio de Rossi Re nascono molti altri lavori tra cui “Il Quadro di Buzzati” (2006, RAI Radio 3), “Alatiel” (Centro di Musica Antica Pietà dei Turchini, Napoli, 2008) e l’opera lirica “King Kong amore mio” (2011, Opera Incanto, Terni – 2012, RAI Radio 3). Nell’aprile 2014, per le «Edizioni Noubs», pubblica il libro “Lupanare, favole da marciapiede”, che raccoglie storie ispirate al mondo della prostituzione.

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