Spoleto, Primo Maggio, presidio per il lavoro

 
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Marchionne è il nome simbolo di ciò che è il Padrone oggi. Renzi è il nome del Presidente del Consiglio che amministra gli affari degli industriali e dei banchieri.
I loro obiettivi sono: zero diritti per i lavoratori, modifica della Costituzione in senso autoritario, scuola subordinata all’ azienda, tagli ai servizi sociali e sanitari.
Il capitalismo è irriformabile, l’esperienza greca lo ribadisce, in questa Europa non c’è via di uscita, i poveri saranno sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi.

Per questo Illudersi di poter dire sì allo stesso tempo, ai taglia gole di Berlino e Francoforte e ai lavoratori e disoccupati , può portare ad eventi tragici e a svolte autoritarie.
Occorre imboccare senza esitazioni la strada che porta fuori da questa Europa del capitale e l’inizio di questo cammino sono le lotte dei lavoratori per i diritto al lavoro e contro le leggi che cancellano i diritti, prima tra queste il jobs act.
NO ALLA RASSEGNAZIONE, COSTRUIRE OCCUPAZIONE ATTRAVERSO IL CONTROLLO DEI LAVORATORI NEI LUOGHI DI LAVORO.

Per non dimenticare le radici del 1° MAGGIO: L’11 novembre del 1887 a Chicago (USA), quattro operai, quattro organizzatori sindacali e quattro anarchici furono impiccati per aver organizzato il 1º maggio dell’anno precedente lo sciopero e una manifestazione per le otto ore di lavoro.
Il 20 agosto fu emessa la sentenza del tribunale: August Spies, Michael Schwab, Samuel Fielden, Albert R. Parsons, Adolph Fischer, George Engel e Louis Lingg furono condannati a morte; Oscar W. Neebe a reclusione per 15 anni. Otto uomini condannati per essere anarchici, e sette di loro condannati a morte. Le ultime parole pronunciate furono: Spies: “Salute, verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte!” Fischer: “Hoch die Anarchie! (Viva l’anarchia!)” Engel: “Urrà per l’anarchia!” Parsons, la cui agonia fu terribile, riuscì appena a parlare, perché il boia strinse immediatamente il laccio e fece cadere la trappola. Le sue ultime parole furono queste: “Lasciate che si senta la voce del popolo!”

Associazione Culturale CASA ROSSA

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