Spoleto, Tributo sui rifiuti Tari

 
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Terminato il lavoro di controllo dei bollettini TARI, gli uffici competenti hanno effettuato nei giorni scorsi una serie di verifiche per conoscere le cause che hanno determinato l’emissione dei 1.376 avvisi di pagamento errati per il saldo 2014 del tributo sui rifiuti.

L’analisi della banca dati ha evidenziato, per ciascuna delle posizioni contributive interessate, la stessa tipologia di errore, consistente in una duplice applicazione della quota variabile della tariffa TARI in rapporto agli immobili destinati a pertinenza dell’utenza domestica.

L’errore di calcolo è stato determinato dal mancato abbinamento, da parte della procedura gestionale, dei due oggetti di tassazione relativi rispettivamente all’utenza domestica e alla sua pertinenza, a causa di una non corretta categoria catastale di quest’ultima.

Nello specifico le pertinenze di una civile abitazione vengono considerate tali solo se classificate nelle categorie catastali C2 (magazzino) e C6 (autorimessa), dato quest’ultimo assolutamente ininfluente per il calcolo della vecchia tassa sui rifiuti TARSU, ma fondamentale per un corretto conteggio del nuovo tributo TARI.

Ulteriori controlli hanno permesso di verificare che in tutti i casi la categoria catastale delle pertinenze, correttamente inserita dall’ufficio, è stata alterata durante il processo di migrazione del database dalla vecchia alla nuova procedura gestionale, operazione quest’ultima effettuata a fine 2009.

Infatti, consultando le schede degli immobili prima e dopo la migrazione, è risultato evidente come il nuovo applicativo abbia erroneamente abbinato al gruppo catastale (per le pertinenze dalla lettera C), anziché il relativo numero (2 o 6 in base alla destinazione d’uso del fabbricato), il valore contenuto nel vicino campo della classe catastale, generando conseguentemente un dato non corretto.

“Ci scusiamo nuovamente per i disagi arrecati ai cittadini – ha dichiarato il Sindaco Fabrizio Cardarelli – Il lavoro di verifica che gli uffici hanno svolto in queste settimane ha permesso di risalire alle cause che sono state all’origine degli errori. Garantiamo fin d’ora che proseguiremo nelle attività di controllo affinché problematiche di questo genere non si verifichino più”.

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