Comitati e cittadini sollecitano la Regione a mantenere impegni
I comitati civici di Spoleto hanno rinnovato la richiesta di riaprire con urgenza il Punto nascite presso l’ospedale San Matteo degli Infermi, sollecitando l’intervento diretto dell’amministrazione comunale nella definizione del nuovo Piano sanitario regionale. Le associazioni e i gruppi locali insistono affinché la Giunta regionale rispetti gli impegni presi dopo le elezioni regionali del 2024, che hanno portato a un cambio di maggioranza in favore del centrosinistra.
Secondo i promotori delle istanze civiche, la chiusura del reparto, formalizzata durante il periodo emergenziale legato al Covid-19, rappresenta un punto critico di un processo di indebolimento dei presidi sanitari pubblici nella zona, avviato dalla precedente maggioranza regionale di centrodestra. Tale processo è stato percepito come incoerente rispetto agli impegni assunti e privo di un disegno organico.
La chiusura del Punto nascite, mai revocata nonostante promesse pubbliche di riattivazione da parte della Giunta Tesei prima e dell’attuale esecutivo poi, viene vista dai comitati come un segnale negativo per l’intero territorio spoletino, classificato come area compresa nel Cratere sismico del 2016 e soggetto a ritardi nello sviluppo economico e fenomeni di spopolamento.
Le norme nazionali, tra cui la Legge 833 del 1978 e il Decreto legislativo 502 del 1992, riconoscono ai comuni un ruolo determinante nella pianificazione dei servizi sanitari e socio-sanitari. Il Testo unico degli enti locali afferma inoltre che il sindaco è la massima autorità sanitaria locale, motivo per cui i cittadini e i comitati ritengono indispensabile una presa di posizione forte e operativa da parte dell’ente comunale.
Alla base della richiesta c’è anche il riconoscimento, da parte della stessa Direzione generale dell’USL Umbria 2, della particolare conformazione orografica e del rischio sismico del territorio, elementi che rendono ancor più necessaria la presenza di un Punto nascite nelle immediate vicinanze della popolazione. In diverse aree dell’Umbria, infatti, si trovano comuni situati a oltre 60 minuti di distanza dalla struttura ostetrica più vicina.
Nell’ambito delle mobilitazioni civiche, sono state raccolte 10.055 firme attraverso una petizione popolare, accompagnata da manifestazioni e incontri pubblici. Questi eventi hanno evidenziato il malcontento diffuso e la richiesta condivisa di vedere rispettata la volontà della popolazione, espressa in modo netto contro la disattivazione del servizio.
I comitati sottolineano come la soppressione del Punto nascite sia avvenuta «contro la volontà della stessa Città di Spoleto», facendo riferimento anche a un parere tecnico del Ministero utilizzato dalla Regione come motivazione dell’interruzione del servizio, ma giudicato privo di valore politico e inapplicabile al contesto territoriale attuale.
Le critiche non riguardano solo l’interruzione del servizio, ma anche le modalità attraverso cui la decisione è stata portata avanti, considerate poco trasparenti e segnate da una certa superficialità amministrativa. Secondo i promotori dell’iniziativa, ciò dimostra una scarsa attenzione alla necessità di una politica sanitaria territoriale fondata su principi di equità, sicurezza e prossimità.
L’assenza di un Punto nascite non è vista solo come una carenza infrastrutturale, ma anche come un simbolo di arretramento sociale e demografico per l’intera area spoletina. Il depotenziamento del presidio sanitario viene ritenuto un fattore che compromette il futuro delle giovani generazioni, negando loro servizi essenziali fin dalla nascita.
A fronte di tutto questo, i comitati chiedono che si dia priorità assoluta alla riattivazione del reparto ostetrico, inserendolo tra le azioni principali del nuovo piano sanitario regionale e accompagnando il percorso con iniziative pubbliche che coinvolgano la cittadinanza e i rappresentanti dei comitati fin dalle fasi preliminari delle decisioni.
La richiesta di riattivare il Punto nascite si inserisce in una rivendicazione più ampia per il ripristino dei reparti sanitari precedentemente dismessi o ridimensionati nell’ambito dell’ospedale di Spoleto. I comitati chiedono che questo processo sia parte integrante di una strategia di sostegno al territorio, finalizzata a garantire il diritto alla salute e a rafforzare la coesione sociale in una delle zone più fragili dell’Umbria.
In conclusione, i promotori dell’iniziativa ribadiscono che la riapertura del Punto nascite rappresenta una richiesta prioritaria e irrinunciabile per tutta la cittadinanza, alla luce della specificità del contesto geografico, delle condizioni demografiche e delle criticità sanitarie che interessano l’area. L’auspicio è che le istituzioni regionali e comunali agiscano in modo tempestivo e condiviso per colmare una lacuna ritenuta ingiustificata e dannosa.
Riceviamo e pubblichiamo da:
Comitato civico per la salute pubblica e l’emergenza sanitaria della città di Spoleto e della Valnerina
Comitato di Strada per la salute pubblica
Coordinamento per la pace i diritti e la difesa dell’ambiente
Spoleto City Forum
Leonello Spitella

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