Spoleto accoglie il Salone nazionale della conservazione
L’incanto del centro storico di Spoleto è diventato, dall’11 al 13 ottobre 2025, il palcoscenico vibrante di un evento capace di intrecciare in modo armonioso tradizioni culinarie, arte e custodia del patrimonio culturale. È la seconda edizione di Conserva, il Salone nazionale dell’arte della conservazione alimentare e dei beni culturali, che ha saputo attrarre un pubblico variegato, non solo da ogni angolo dell’Umbria ma da regioni limitrofe, trasformando la città in un laboratorio diffuso che celebra e protegge sapori autentici, memorie inestimabili e patrimoni preziosi.
Ideata da Anna Setteposte, la manifestazione organizzata da Anna7Poste Eventi&Comunicazione Srl in collaborazione con il Comune di Spoleto, ha avuto il patrocinio della Regione Umbria e il sostegno del Gal Valle Umbra e Sibillini nell’ambito del percorso CSR 2023-2027. La cura con cui è stata orchestrata l’iniziativa ha permesso di rispondere a una richiesta crescente di conoscenza, approfondimento e partecipazione intorno al tema complesso e affascinante della conservazione.
“Siamo incredibilmente soddisfatti – racconta Anna Setteposte – perché quest’anno abbiamo raggiunto proprio quel pubblico che ci eravamo prefissati: attento, curioso e partecipe, comprendendo dagli operatori di settore fino agli appassionati più sensibili alle tradizioni. I laboratori e i talk, tutti esauriti con grande entusiasmo, hanno dimostrato quanto sia necessario un confronto approfondito sulle tecniche di conservazione, con un’attenzione particolare alla sicurezza alimentare e alla qualità. Perché, al di là del mero atto pratico, Conserva vuole essere un luogo vivo di formazione, incontro e innovazione”.
Il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, sottolinea come l’evento abbia rappresentato un momento di orgoglio e valorizzazione per la città: “Conserva coniuga due elementi che sono la linfa della nostra identità culturale: la conservazione del cibo e quella dei beni culturali. Qui tradizione e innovazione dialogano in modo profondo, offrendo una prospettiva nuova e sostenibile del nostro territorio, ricco di storia e potenzialità economiche”.
Non meno importante è stato l’intervento dell’assessore Giovanni Angelini Paroli, che ha posto l’accento sull’importanza di dare continuità a questa iniziativa affinché diventi non solo un appuntamento fisso nel panorama locale, ma un punto di riferimento a livello nazionale.
I luoghi di svolgimento – fra cui il maestoso Complesso monumentale di San Nicolò – hanno donato all’iniziativa un’atmosfera suggestiva, conferendo un’aura di sacralità e rispetto alle tematiche trattate. Il fulcro della manifestazione è stato il convegno finale, intitolato “Conserva Azione – Il passato e il futuro dell’arte della conservazione alimentare”, occasione di confronto e riflessione tra esperti del settore e appassionati. Tra i momenti più significativi, l’intervento di Guido Farinelli, storico dell’alimentazione, che ha esplorato l’intreccio profondo tra il tempo e la dimensione gastronomica, rimarcando come il gesto di conservare racchiuda in sé una narrazione antica e contemporanea insieme. Carlo Nesler, altro protagonista del convegno, si è concentrato sulle fermentazioni, illustrando l’attualità e la sperimentazione di queste tecniche nell’alta cucina, ormai divenute simbolo di speranza e rigenerazione anche nei piatti più raffinati. L’agronomo Daniele Paci ha voluto sfatare alcuni miti relativi alla sicurezza alimentare, con un focus puntuale sul botulino, problema che spesso genera allarme infondato soprattutto nel contesto domestico e della ristorazione. Infine, lo chef Tommaso Tonioni, della celebre cucina di Arso, ha portato la propria esperienza di alto livello, raccontando come l’arte della conservazione possa diventare un ingrediente fondamentale anche nella ristorazione d’élite. Moderato dal giornalista Maurizio Pescari, il convegno ha rappresentato un momento di altissimo valore formativo e di scambio, sottolineando quanto l’applicazione creativa e innovativa delle tecniche tradizionali possa arricchire il patrimonio alimentare e culturale locale.
Parallelamente a questi momenti istituzionali e culturali, l’agenda dell’evento si è distinta per una ricca varietà di iniziative aperte al pubblico – visite guidate esclusive, mostre, laboratori pratici. Molto apprezzata è stata la visita al Deposito dei Beni Culturali di Santo Chiodo, che custodisce numerose opere salvate dal terremoto del Centro Italia del 2016, un’apertura straordinaria che ha fatto registrare il tutto esaurito.
Le attività hanno compreso anche il laboratorio dell’azienda di restauro CooBeC e un percorso guidato attraverso gli interventi di restauro del Duomo di Spoleto, con particolare attenzione all’affresco di Filippo Lippi, al pavimento cosmatesco e al rosone principale. Al Complesso di San Nicolò, poi, si è svolta la Mostra Mercato, dove il pubblico ha potuto assaporare e acquistare prodotti selezionati di alta qualità, umbri e non solo.
Un altro grande successo è stato riscosso dalla mostra “conservArte”, che ha esposto la serie completa delle serigrafie di Andy Warhol dedicate alla Campbell’s Soup, simbolo iconico che unisce consumo e cultura visiva. Le opere di artisti storicizzati come Botero, Wesselmann, Ramos si sono alternate a quelle di autori contemporanei come Kusama, Banksy e Policastro, arricchendo con una profonda riflessione estetica il racconto della conservazione.
Non sono mancati i corsi e i talk, come quelli di Carlo Nesler sull’autoproduzione dell’aceto e i molteplici volti dell’umami, con degustazioni di miso e shoyu, il laboratorio sul lievito madre “Buongiorno madre” a cura di Ora Forneria, e il coinvolgente talk di Daniele Paci su un uso consapevole di frigorifero e congelatore. In più, fra le visite tematiche, il viaggio nel tempo ha attraversato la conservazione ai tempi dei romani con “Cibus” alla Casa Romana e l’arte della conservazione barocca a Palazzo Collicola.
Il successo e la partecipazione della seconda edizione lasciano ora con entusiasmo l’attesa per la terza, che promette di essere ancora più ricca e coinvolgente, mentre nei prossimi mesi non mancheranno momenti di avvicinamento per continuare a “conservare” l’anima di un territorio che, attraverso la memoria e il gusto, racconta la propria storia.




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