Sergio Bizzarri sogna un museo nel suo studio a 95 anni

Sergio Bizzarri sogna un museo nel suo studio a 95 anni

L’artista spoletino progetta la trasformazione dello spazio creativo in esposizione permanente

Novantacinque primavere da compiere nel 2026 e una visione artistica ancora intatta. Sergio Bizzarri, decano dei pittori umbri e figura simbolo della cultura spoletina, non smette di guardare avanti. L’artista, noto agli addetti ai lavori come il “maestro del colore” per la sua capacità di dominare ogni superficie, ha svelato il suo ambizioso progetto per il futuro.

di Gino Goti

Il progetto per il centro storico

“Sto bene, compatibilmente con l’età – ci ha detto il maestro –. Ma sto pensando e lavorando alla trasformazione in museo permanente del mio studio in piazza del Comune, 1”. Lo spazio che per decenni ha ospitato la sua instancabile produzione creativa potrebbe così aprirsi stabilmente al pubblico, diventando un contenitore culturale nel cuore della città ducale. L’iniziativa rappresenterebbe un tassello fondamentale per valorizzare il patrimonio artistico locale e offrirebbe a cittadini e turisti un percorso immersivo nella poetica del maestro.

Una vita sulla tela

La carriera di Bizzarri attraversa gran parte del Novecento e si proietta nel nuovo millennio con inesauribile vitalità. La sua ricerca pittorica ha sperimentato supporti inconsueti come sassi, plastica e vetro, oltre ai tradizionali legno e tela. Con spatole e pennelli ha illuminato materiali diversi, trasformando oggetti comuni in opere dalla forte carica espressiva. Il tratto distintivo rimane l’uso sapiente del colore, qualità che gli è valsa il riconoscimento unanime della critica e l’affetto di generazioni di estimatori.

La richiesta alla città

Alla soglia dei 95 anni il maestro merita un plauso convinto. La comunità spoletina potrebbe riconoscere ufficialmente il suo contributo alla crescita culturale del territorio. L’auspicio è che il Comune di Spoleto valuti un’onorificenza speciale, un gesto simbolico ma significativo verso chi ha portato il nome della città nel panorama artistico nazionale.

Il parallelismo con altri due grandi concittadini quasi coetanei appare naturale: Remo Venturi, leggenda del motociclismo italiano, e Roberto Brunamonti, bandiera della pallacanestro e campione del mondo con la Nazionale nel 1983. Tre esempi eccellenti di spoletini doc che hanno raggiunto traguardi internazionali nei rispettivi campi.

Memoria e futuro

La possibile trasformazione dello studio in museo garantirebbe la conservazione di un patrimonio artistico altrimenti destinato a disperdersi. Diventerebbe anche un polo attrattivo per studiosi, collezionisti e appassionati, mantenendo vivo il legame tra l’artista e il tessuto urbano che lo ha visto crescere e lavorare.

Bizzarri continua a frequentare lo studio di piazza del Comune, luogo dove ancora oggi dialogano passato e presente attraverso tele completate e nuove opere in lavorazione. L’idea di trasformarlo in esposizione fissa rappresenta l’ultima, ambiziosa sfida di un uomo che alla sua età potrebbe concedersi il riposo ma sceglie invece di progettare, testimoniando come la creatività autentica non conosca declino.

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