Processo per maltrattamenti a disabili: decisione del gup a giugno

Il gup di Spoleto esaminerà il caso di due donne accusate di maltrattamenti e incuria verso due ospiti disabili. Una delle vittime è deceduta per cause naturali a febbraio 2023.

Processo per maltrattamenti a disabili: decisione del gup a giugno

Processo per maltrattamenti a disabili: decisione del gup a giugno

Il prossimo 11 giugno, il giudice per l’udienza preliminare (gup) di Spoleto, Luca Cercola, dovrà decidere se rinviare a giudizio L.F. e A.R.I, accusate di gravi maltrattamenti nei confronti di due donne disabili. Una delle vittime, Patrizia Canini, è deceduta a febbraio 2023 per cause naturali in un appartamento situato a Onelli, frazione di Cascia. L.F. era la badante responsabile della cura di Canini, mentre A.R.I era la dirigente della comunità alloggio Villa Sorriso di Longone Sabino, in provincia di Rieti, dove la quarantottenne era stata affidata dai servizi sociali.

L’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Elisa Iacone ha portato alla luce condizioni di vita disumane per le due donne disabili. Secondo l’accusa, l’appartamento di Onelli era in condizioni di estremo degrado, senza elettricità e con mobili fatiscenti. F,, come descritto dalle accuse, sottoponeva le due ospiti a violenze quotidiane, colpendole con schiaffi, pugni e utilizzando bastoni o altri oggetti contundenti. Non solo, le due donne non ricevevano alcuna assistenza medica, nemmeno in caso di malattia. Canini, in particolare, era costretta a rimanere immobile su un letto intriso di urine e feci.

A.R.I, che dirigeva Villa Sorriso, aveva trasferito le due donne nell’appartamento di Onelli, affittato dalla Festuccia, pur essendo consapevole delle condizioni di degrado. La struttura Villa Sorriso, su indicazione dei servizi sociali del Comune di Marcellina, riceveva una retta mensile regolare per la cura delle due ospiti, che invece erano abbandonate a loro stesse.

La testimonianza della seconda donna disabile è stata fondamentale per l’inchiesta. Ella ha raccontato agli inquirenti i dettagli delle violenze subite da F. Tuttavia, l’autopsia sul corpo di Patrizia Canini ha stabilito che la sua morte non è stata causata dai maltrattamenti subiti.

A sette mesi dalla chiusura delle indagini, il gup di Spoleto è chiamato a prendere una decisione cruciale su un caso che ha scosso profondamente la comunità, determinando se L.F. e A.R.I dovranno affrontare un processo per i gravi reati di cui sono accusate.

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