Insegnante di sostegno spoletina rischia processo per maltrattamenti

Riforma della Giustizia a Spoleto: Si avvicina una soluzione

Rinviata a giudizio per violenze su alunna con autismo grave

La procura di Spoleto ha chiesto il rinvio a giudizio per una docente di sostegno 45enne accusata di aver maltrattato una alunna di dodici anni con disturbi dello spettro autistico. L’insegnante è sospettata di comportamenti violenti, minacciosi e denigratori nei confronti della ragazza, che avrebbe dovuto assistere quotidianamente. La vicenda approderà davanti a un nuovo giudice a febbraio, dopo che il magistrato delle indagini preliminari aveva respinto la richiesta di sospensione di un anno dalla professione.

Secondo gli inquirenti, le immagini registrate dalle telecamere interne alla scuola documentano chiaramente gli episodi contestati: schiaffi, tirate di capelli e momenti in cui l’alunna veniva lasciata sola in aula, mentre l’insegnante era distratta dal telefono. Le immagini mostrano comportamenti che, secondo l’accusa, non ammettono interpretazioni: ogni gesto violento risulta inequivocabile.

I genitori della bambina, rappresentati dall’avvocato Antonio Francesconi, continuano a confidare nell’azione della giustizia per chiarire i fatti. La ragazza non aveva mai raccontato direttamente gli episodi a casa, ma i segnali di rifiuto verso la scuola e i racconti dei compagni hanno spinto la madre a indagare più a fondo.

La decisione della procura arriva dopo una fase investigativa approfondita, durante la quale sono stati raccolti elementi ritenuti sufficienti a sostenere l’accusa di maltrattamenti aggravati. La vicenda ha acceso il dibattito sulla tutela dei minori con bisogni speciali e sulla responsabilità degli operatori scolastici nei loro confronti.

La comunità spoletina resta in attesa delle determinazioni del tribunale, con l’attenzione rivolta alla protezione degli alunni più vulnerabili e al rispetto dei loro diritti. La procura sottolinea che il procedimento si basa su prove documentate e che ogni valutazione futura terrà conto esclusivamente dei fatti emersi dalle indagini, garantendo al contempo il principio di garantismo previsto dalla legge.

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