E’ morto ad Arezzo monsignor Riccardo Fontana aveva 79 anni

E' morto ad Arezzo monsignor Riccardo Fontana aveva 79 anni

La città di Arezzo si prepara all’ultimo saluto solenne

È morto questa mattina, alle 6.30 del 9 febbraio 2026 ad Arezzo, dopo una lunga fase di sofferenza, mons. Riccardo Fontana, arcivescovo-vescovo emerito di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e già guida della Chiesa di Spoleto-Norcia dal 1996 al 2009. Aveva 79 anni. La notizia ha immediatamente suscitato un’ondata di cordoglio nelle comunità che lo hanno conosciuto e accompagnato lungo un ministero episcopale intenso, segnato da un carattere diretto, una forte dedizione pastorale e una costante attenzione ai bisogni del territorio.

I funerali saranno celebrati giovedì alle 15.30 nella Cattedrale di Arezzo, con la partecipazione dell’arcivescovo Renato Boccardo, di numerosi presbiteri e di fedeli provenienti anche dall’Umbria. Domenica 15 febbraio, alle 18.00, la Cattedrale di Spoleto ospiterà una Messa di suffragio presieduta dallo stesso mons. Boccardo, a testimonianza del legame profondo che univa il presule alla diocesi che lo aveva accolto trent’anni fa.

Il cordoglio della Chiesa di Spoleto-Norcia

L’arcivescovo Boccardo ha espresso un sentimento di gratitudine e riconoscenza verso mons. Fontana, ricordandone la passione apostolica e la dedizione quotidiana al popolo di Dio. Ha affidato la sua anima a Cristo Buon Pastore, sottolineando come il suo ministero fosse animato da un servizio costante, vissuto con intensità e senza riserve. La diocesi umbra ha rivolto un pensiero anche ai familiari, unendosi alla loro preghiera in questo momento di dolore.

Il ricordo della comunità spoletina-nursina si intreccia con le parole di sant’Agostino, che mons. Fontana amava citare per descrivere il senso del proprio mandato: servire prima ancora che presiedere. Un tratto che, negli anni, ha segnato il suo modo di vivere la responsabilità episcopale, sempre orientata alla cura delle persone e alla costruzione di una Chiesa radicata nella storia e nella vita quotidiana delle comunità.

Un pastore dal tratto diretto e generoso

Chi ha lavorato al suo fianco ricorda un uomo capace di affrontare con coraggio anche le situazioni più complesse, sostenuto da uno stile immediato, schietto e deciso. Mons. Gino Reali, già vicario generale, lo aveva descritto come un “torrente in piena che non straripa mai”, capace di unire fermezza e sensibilità, determinazione e ascolto. Un pastore che non ha mai nascosto la propria passione per la Chiesa e che ha sempre messo al centro il valore della relazione umana.

Gli anni della formazione e il servizio diplomatico

Nato a Forte dei Marmi il 20 gennaio 1947, mons. Fontana aveva maturato la sua vocazione dopo l’esperienza nell’Azione Cattolica e l’ingresso nel Seminario pisano. A Roma aveva completato gli studi teologici al Collegio Capranica e ottenuto la Licenza alla Gregoriana, prima dell’ordinazione sacerdotale del 2 luglio 1972.

La sua preparazione giuridica, consolidata con una tesi sul Concordato del 1929 alla Lateranense, lo aveva portato nel servizio diplomatico della Santa Sede, con incarichi in Indonesia e poi nella Segreteria di Stato, dove aveva collaborato con mons. Achille Silvestrini e successivamente con il cardinale Angelo Sodano. A Roma aveva riaperto al culto la chiesa di Santa Barbara dei Librari, dando vita a una comunità attiva nella pastorale giovanile e nella carità.

L’episcopato a Spoleto-Norcia: Sinodo, carità e ricostruzione

Eletto arcivescovo di Spoleto-Norcia il 16 dicembre 1995 e consacrato da Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1996, aveva guidato la diocesi in anni di grande trasformazione. La Visita Pastorale, il Sinodo diocesano avviato nel 2000, la riforma della catechesi, la promozione dei ministeri laicali e il rilancio degli oratori avevano segnato profondamente la vita ecclesiale.

Il suo impegno si era esteso anche al mondo del lavoro e alle questioni sociali, fino alla creazione del Fondo di Solidarietà delle Chiese Umbre, strumento di sostegno concreto per molte famiglie. Dopo il terremoto del 1997 aveva seguito da vicino la ricostruzione, restituendo funzionalità a oltre 200 chiese e alle strutture pastorali danneggiate.

Il trasferimento ad Arezzo e l’ultimo tratto di ministero

Il 16 luglio 2009 Papa Benedetto XVI lo aveva nominato arcivescovo-vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, incarico che aveva svolto con lo stesso slancio e la stessa determinazione che avevano caratterizzato gli anni umbri. Anche in Toscana aveva lasciato un’impronta fatta di vicinanza, attenzione ai giovani, cura della liturgia e dialogo con il territorio.

La sua morte chiude una stagione lunga e intensa, segnata da un servizio episcopale vissuto con passione e da un rapporto profondo con le comunità che ha guidato. Il suo ricordo rimane affidato alle parole, ai gesti e alle opere che hanno accompagnato oltre cinquant’anni di ministero.

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