Pasqua a Spoleto: l’Arcivescovo Boccardo invita alla fedeltà e alla speranza

Pasqua a Spoleto: l'Arcivescovo Boccardo invita alla fedeltà e alla speranza

Pasqua a Spoleto: l’Arcivescovo Boccardo invita alla fedeltà e alla speranza
Nell’omelia del giorno di Pasqua, l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, riflette sulla risurrezione e sul suo significato per il mondo di oggi

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Durante la solennità di Pasqua, l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha tenuto un’omelia che ha toccato i cuori dei fedeli. Ha parlato della risurrezione come del trionfo della fedeltà: la fedeltà del Padre che non abbandona Gesù nella morte, e la fedeltà di Gesù che non abbandona i discepoli nella disperazione.

Mons. Boccardo ha esortato i discepoli del Risorto a “andare” verso un mondo ferito, confuso e disorientato, un mondo che sembra aver perso il senso della vita e della verità, perché preda degli idoli che gli hanno rubato il cuore: potere, ricchezza, delirio di onnipotenza. Ha sottolineato che l’idolatria è la vera responsabile di ogni sangue sparso, di ogni guerra e violenza.

L’Arcivescovo ha poi invitato i fedeli a “dire” al mondo, non con le parole o con effetti speciali, ma con un’esistenza coerente e gioiosa, che la risurrezione del Signore illumina il nostro pellegrinaggio nel tempo, gli conferisce un senso e un fine, gli dona consolazione e speranza. Ha ribadito che la forza della ragione può e deve avere il sopravvento sulla ragione della forza, e che la pace, bene supremo dell’umanità, deve essere ricercata e realizzata ad ogni costo da tutti e da ciascuno.

La mattina di Pasqua, l’Arcivescovo ha visitato l’Hospice di Spoleto, dove ha celebrato la Messa con i malati e il personale sanitario. Durante la Notte di Pasqua, ha presieduto la grande Veglia di Pasqua, durante la quale ha amministrato il sacramento del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia ad un catecumeno, Giordano Bruno, e ha altresì amministrato il Battesimo a due fanciulli, Noemi e Tommaso.

Nell’omelia, mons. Boccardo ha espresso la convinzione che la risurrezione di Gesù ha inaugurato un mondo nuovo, che entra in mezzo a noi, perché la Pasqua è una vera ri-creazione dell’umanità. Ha invitato tutti a proclamare che Cristo è veramente risorto, a farlo con le labbra, con la vita, a farlo insieme a Maria madre di Gesù, agli apostoli testimoni della risurrezione, ai santi che lungo i secoli hanno seguito fedelmente il Maestro. Ha invitato a farlo anche per coloro che soffrono a causa della guerra, pensando in particolare all’Ucraina e alla Russia, alla Palestina e a Israele, ai bambini mutilati di Gaza e agli ostaggi israeliti di Hamas, ai migranti che attraversano i mari in cerca di libertà e sicurezza, a quanti patiscono la fame e difficoltà di ogni genere, con il desiderio che tutti possano sentire una nuova speranza di pace e di vita.

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