Spoleto City Forum in piazza per l’ospedale San Matteo degli Infermi

 
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Spoleto City Forum in piazza per l’ospedale San Matteo degli Infermi

Dal Tar no alla sospensione dell’ordinanza della Regione che dispone che il San Matteo degli Infermi diventi ospedale Covid. Continua intanto il faccia a faccia tra la presidente Tesei e le istituzioni della città che stanno portando avanti da giorni la protesta. Martedì mattina la manifestazione di Spoleto City Forum, che chiede la tutela del punto nascita del pronto soccorso. Una delegazione è stata ricevuto in consiglio regionale dalla presidente Tesei che ha ribadito che ci sarà un punto di primo intervento per codici bianchi, verdi e stabilizzazione dei gialli al poste del Pronto soccorso.

“Il provvedimento – ha detto il sindaco della città Umberto De Augustinis – restituisce una possibilità di pronto intervento, questo c’è e ne do atto, siamo preoccupati perché non si può fare una distinzione tra i malati covid e i normali pazienti, come non possiamo mollare del tutto una struttura importante come quella di Spoleto che serve tutta la Valnerina per i malti covid”.

“Avevamo chiesto – spiega Sergio Grifoni di Spoleto City Forum – un incontro con la presidente Tesei per affrontare questo grosso problema della cancellazione dei servizi del nostro ospedale. Abbiamo incontrato anche il presidente della Confcommercio di Spoleto e il segretario provinciale della Confartigianato e abbiamo fatto delle richieste, tra queste quella di ridimensionare, quello che era stato l’intervento che prevedeva l’ospedale di Spoleto, interamente Covid e per garantire almeno i servizi di emergenza. Su questo la presidente è stata contraria. Il pronto soccorso rimarrà soltanto covid, mentre nel no-covid ci sarà un punto di accoglienza di primo soccorso, al quale collegherà alcuni servizi tipo la radiologia”.

Dalla regione la disponibilità di fare un atto di giunta per ribadire che l’ospedale non verrà smantellato e che a fine emergenza saranno riportati tutti i servizi, aprendo un tavolo di discussione sull’integrazione con Foligno: “L’ho detto anche agli amici di Spoleto: era necessario prendere quella decisione, con la garanzia che finita l’emergenza l’ospedale tornerà a fare quello che ha fatto fino ad oggi. Abbiamo cercato di correggere le lacune di prima, abbiamo fatto assunzioni, ma è di pubblico dominio che gli infermieri non si trovano, non possiamo non trascurare il fatto che a livello italiano non ci sono medici e infermieri. É stato fatto un bando nazionale per reperire personale, a noi spettano 20 persone circa, se si trovano e se rispondono al bando. Con questa consapevolezza faremo un altro sforzo straordinario, cercheremo di dare tutto il supporto possibile ma la situazione è quella dell’intero Paese, è una vera guerra contro il covid, non è questione di maggioranza o minoranza, tutto il popolo umbro deve reagire, è l’unico modo per vincere questa battaglia. Su Spoleto dico e ho detto loro di far parte come tutti dell’Umbria e di fare uno sforzo comune. Le risposte saranno efficaci, in questo momento ciascuno deve fare la propria parte, sono fondamentali i comportamenti individuali per impedire al virus di volare come sta avvenendo. Infine, per quanto attiene alla medicina del territorio, si sta cercando di raggiungere l’accordo con i medici di medicina generale, il cui ruolo è fondamentale. Il problema è nazionale, riguarda tutte le regioni. Per l’ultimo Dpcm le Regioni all’unanimità hanno fatto al governo proposte equilibrate, fra cui questa, ma non sono state accolte”.

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