Centro di ricerca per l’olivicoltura, sede di Spoleto di nuovo operativa

 
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Centro di ricerca per l'olivicoltura, sede di Spoleto di nuovo operativa

Centro di ricerca per l’olivicoltura, sede di Spoleto di nuovo operativa

La sede di Spoleto nuovamente operativa. Oggi l’incontro con il direttore generale del Crea Stefano Vaccari

Far ripartire gli uffici e sistemare la biblioteca storica entro gennaio 2022. Sono questi i primi impegni scaturiti dall’incontro che il sindaco Andrea Sisti ha avuto oggi con il direttore generale del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) Stefano Vaccari nella sede di largo Melvin Jones.

Un confronto, a cui hanno partecipato anche gli assessori Giovani Maria Angelini Paroli e Agnese Protasi, per condividere le azioni con l’obiettivo di rimettere fin da subito in carreggiata uno dei fiori all’occhiello di Spoleto nel campo della ricerca applicata all’olivicoltura.

Questo settore è un elemento distintivo e identitario del nostro territorio, quindi dobbiamo considerarlo e valutarlo in tutta la sua importanza – sono state le parole del sindaco Sisti – In un’ottica di sviluppo possiamo ragionare non solo in termini di ricerca, assolutamente necessaria, ma anche di cultura del turismo, di economia agricola e di oleoturismo, fattore quest’ultimo che sta assumendo un valore sempre maggiore e che si unisce al percorso che si sta portando avanti per il riconoscimento Unesco della fascia olivata Spoleto-Assisi”.

Il Crea è fortemente motivato a rilanciare l’attività di studio e ricerca sull’olio di oliva, un po’ trascurata negli ultimi anni, ma che è strategica per l’Italia e per Spoleto – ha spiegato il direttore generale Vaccari – Abbiamo quindi bloccato le procedure di vendita dell’immobile che ospita la sede di Spoleto”.

L’obiettivo è quello di rilanciare lo storico Centro di ricerca per l’olivicoltura di Spoleto che, nel 2018, ha rischiato di chiudere per sempre, con l’edificio che si affaccia su viale Trento e Trieste addirittura inserito tra gli immobili da alienare, facendone anche una sede del GOI (Gruppi Operativi per l’Innovazione) che lavori alle strategie di sviluppo nel settore dell’olivo, dell’olio e dell’oleoturismo. “Si tratta di un ulteriore obiettivo che ci prefiggiamo – ha aggiunto il direttore generale Vaccari – per riacquistare un ruolo internazionale nell’ambito dello sviluppo sostenibile del settore”.

Nell’immediato si punta a far ripartire le attività degli uffici (di fatto la sede di Spoleto è già operativa) e, nell’arco di circa 7-8 mesi, far lavorare a Spoleto nuovi ricercatori. “Sono azioni che si possono realizzare entro la prossima estate – ha chiarito Stefano Vaccari – anche prevedendo degli assegni di ricerca e una collaborazione con il Consiglio Oleicolo Internazionale”.

In questa prospettiva diventa necessaria anche la ristrutturazione dell’immobile, su cui il sindaco e il direttore generale del Crea hanno ragionato anche rispetto alle risorse destinate agli interventi di adeguamento sismico previsti per gli edifici pubblici presenti nell’area del cratere. Tema questo che verrà affrontato con il Commissario straordinario Giovanni Legnini.

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