Imposta soggiorno 2026: crescono le tariffe per il turismo

Imposta soggiorno 2026: crescono le tariffe per il turismo

Il Comune di Spoleto aggiorna i costi per turisti e agriturismi

Spoleto, 23-02-2026 -Soggiorno e accoglienza cambiano volto nel Comune di Spoleto. La Giunta municipale ha ufficialmente licenziato il nuovo piano tariffario relativo all’imposta di soggiorno per l’annualità 2026, introducendo una serie di correttivi che puntano a rimodulare il prelievo fiscale sui visitatori. La manovra, approvata nell’ultima seduta dell’esecutivo, non si limita a un semplice aggiornamento dei costi, ma definisce una strategia finanziaria precisa per il reinvestimento dei proventi, stimati in una cifra complessiva di 490.000 euro. Il documento evidenzia una volontà politica di differenziare il carico fiscale in base alla tipologia e alla classificazione delle strutture, risparmiando alcune categorie e intervenendo con decisione su altre che negli ultimi anni hanno visto crescere la propria quota di mercato, come riporta il comunicato di Davide Fabrizi, Comune di Spoleto.

L’analisi delle nuove aliquote rivela un approccio selettivo. Nel comparto alberghiero tradizionale, il Comune ha scelto la linea della stabilità per quasi tutti i segmenti: chi pernotta in strutture a 1, 3, 4 o 5 stelle non percepirà variazioni rispetto al 2025. L’unica eccezione riguarda gli alberghi a 2 stelle, che vedranno il contributo salire da 1,50 a 1,80 euro per notte. Più marcati appaiono invece i ritocchi per il settore extra-alberghiero, dove la crescita della domanda ha spinto l’amministrazione a uniformare verso l’alto i contributi. Le country house e le residenze di campagna subiscono l’incremento più significativo, passando da 1,50 a 2,50 euro. Anche i Bed & Breakfast e gli ostelli subiscono rincari, assestandosi rispettivamente a 2,00 e 1,80 euro, mentre le locazioni turistiche brevi salgono a 2,50 euro, allineandosi alle fasce medio-alte dell’accoglienza cittadina.

Un capitolo specifico della delibera riguarda gli agriturismi, per i quali sparisce la tariffa unica di 1,50 euro. Dal 2026 entrerà in vigore una classificazione basata sui “girasoli”: se le strutture più semplici (1 girasole) mantengono il prezzo invariato, quelle di eccellenza (5 girasoli) raggiungeranno i 2,50 euro. Questa scelta riflette la volontà di legare il tributo all’effettiva qualità del servizio offerto. Restano blindate, invece, le agevolazioni per i gruppi organizzati dai tour operator: per le comitive superiori alle 15 persone, l’imposta rimane ferma a 1,50 euro, una mossa strategica per non scoraggiare il turismo di massa e i viaggi di gruppo che alimentano l’indotto locale nei periodi di bassa stagione. La normativa conferma inoltre il tetto massimo di applicazione del tributo, limitato ai primi quattro pernottamenti consecutivi nell’arco del mese.

La parte più innovativa del provvedimento riguarda la destinazione dei 490.000 euro previsti. La Giunta ha già tracciato la rotta su come queste risorse verranno reimpiegate per migliorare l’appeal del territorio. La fetta più consistente della torta, oltre 200.000 euro, verrà iniettata direttamente nel sistema economico locale sotto forma di contributi alle imprese per lo sviluppo turistico. Altri 60.000 euro sosterranno le attività delle associazioni del territorio. Significativi anche gli stanziamenti per la cultura: tra allestimenti museali, mostre e gestione dei servizi culturali, l’investimento supera gli 80.000 euro. Non manca l’attenzione agli eventi di richiamo, con fondi specifici per i concerti nei borghi e per il “Progetto Natale”, che tra luminarie e spettacoli potrà contare su 45.000 euro. L’obiettivo è creare un circolo virtuoso in cui la tassa pagata dal turista torni al visitatore stesso sotto forma di servizi migliori, eventi di qualità e una città più accogliente.

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