La famiglia di Simone Scerna chiede alla Procura di Spoleto di verificare le responsabilità

La famiglia di Simone Scerna chiede alla Procura di Spoleto di verificare le responsabilità

La famiglia di Simone Scerna chiede alla Procura di Spoleto di verificare le responsabilità
Simone aveva appena venticinque anni e ha lasciato anche una figlioletta

da Nicola De Rossi – Studio 3A – Giustizia per il loro caro, e che la strada provinciale lungo la quale ha perso la vita sia finalmente messa in sicurezza: è quanto chiedono con forzai familiari di Simone Scerna, che a tal scopo nei giorni scorsi hanno presentato una memoria al Pubblico Ministero Michela Petrini della Procura di Spoleto, titolare del procedimento penale a carico di ignoti per la morte del giovane spoletino.

Simone, che aveva appena venticinque anni e che ha lasciato anche una figlioletta, il 21 aprile scorso stava rincasando a bordo della sua Audi A3 e procedeva lungo la Provinciale 451 quando, a pochi chilometri da casa, in comune di Spoleto, ha perso il controllo della vettura schiantandosi contro un platano a lato della strada, che ha fatto anche da “perno”, facendo ribaltare l’auto dentro il fossato: una carambola che non gli ha lasciato scampo.

Quella di Simone, però, è solo l’ultima di una lunga serie di tragedie consumataesi lungo la SP 451, tristemente nota per la pericolosità e per i numerosi incidenti, anche gravi e mortali, succedutisi negli anni, anche in tempi recenti. In particolare, il manto stradale risulta assai sconnesso, ed è molto probabile che il giovane sia stato tradito proprio da uno dei numerosi avvallamenti. E, soprattutto, ai lati dell’arteria si trovano due filari di alti platani disposti a breve distanza gli uni dagli altri, senza contare i due profondi fossati che scorrono poco più in là: un mix letale per chi dovesse sbandare.

La famiglia del venticinquenne si è così rivolta, attraverso la consulente Daniela Vivian, a Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini, che sta seguendo con passione il caso e che, per il tramite del proprio servizio legale, ha depositato nei giorni scorsi una memoria ex. art 90 cpp in Procura.

Nel documento si chiede al PM di effettuare specifiche indagini, anche mediante una consulenza tecnica, per valutare se sussistano profili di responsabilità a carico degli organi e/o dei soggetti preposti della Provincia di Perugia, ente proprietario della strada e, come tale, tenuto alla sua cura, manutenzione e messa in sicurezza.

Responsabilità su cui gli Scerna e Studio 3A con i propri esperti hanno ben pochi dubbi, anche a fronte delle molteplici norme in vigore dal lontano 1992 che vietano la piantumazione di alberature lateralmente alle strade o impongono determinate distanze, nella fattispecie in alcun modo osservate, e che prescrivono anche la protezione e messa in sicurezza degli ostacoli fissi, tra cui gli alberi.

Di queste norme di legge, peraltro, dovevano essere ben a conoscenza anche gli stessi uffici provinciali a cui compete la cura e la sicurezza delle strade, se è vero che a solo un paio di chilometri di distanza dal luogo del sinistro, in direzione Castel Ritardi-Spoleto, la Provincia ha apprestato tutta una serie di barriere di sicurezza, i guardrail, a protezione dei platani, nonché diversi cartelli stradali di avvertimento della pericolosità della strada per via dell’alberatura piantumata sul ciglio.

Presidi che purtroppo non c’erano, invece, nel tratto nel quale Simone ha perduto la vita: una lacuna che acuisce la rabbia dei familiari per unatragedia che si poteva chiaramente evitare. Se infatti in quel tratto vi fossero stati degli idonei presidi di sicurezza a protezione tanto dell’albero quanto del fossato, non si sarebbe verificato lo scontro con il primo e la caduta nel secondo.

La battaglia che la famiglia Scerna sta intraprendendo non è solo per rendere giustizia al proprio congiunto ma anche perché la Provincia si assuma le proprie responsabilità e metta finalmente in sicurezza quella strada, evitando che succedano altre tragedie.

L’ennesima vita spezzata, a soli 25 anni, l’ennesima famiglia distrutta, solo perché la Pubblica Amministrazione non ha la consapevolezza di gestire un patrimonio dalla cui sicurezza dipende la vita di milioni di persone – commenta amaro Ermes Trovò, Amministratore Unico di Studio 3A – Anche in questo caso è evidente che non solo la normativa, ma anche la diligenza, la prudenza e il buon senso avrebbero dovuto imporre alla Provincia di Perugia di approntare tutti quegli strumenti perché il sinistro non si verificasse: un’omissione grave e ingiustificabile, di cui i responsabili dovranno rispondere. Faremo di tutto per rendere giustizia a Simone e ai suoi familiari ma anche per mettere fine alla sequela di morti che funesta da anni la Provinciale 451”.

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