Spoleto, Ovèst Collettiva D’arte Contemporanea D’arte Contemporanea

 
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Ppoleto Ovèst

Spoleto – Dopo 430 anni dal primo contatto documentato tra la città di Spoleto ed il Paese del Sol Levante, da un progetto dell’ICIGO, in collaborazione con la Commissione della Biennale dell’Arte della città nipponica di Himeji, con il coordinamento ideativo ed organizzativo del Cantiere Oberdan e dell’Associazione Contemporanea, nasce OVèST: collettiva d’arte contemporanea e micro festival d’incontri. Le sale di Palazzo Leonetti Luparini accoglieranno 47 opere di altrettanti artisti, 21 dei quali provenienti dal Giappone.

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Gli artisti ospitanti sono legati alla città di Spoleto da rapporti di lavoro presenti o passati. Nel complesso panorama contemporaneo dell’arte, OVèST collettiva d’arte contemporanea, visitabile dal 31 luglio al 9 agosto (10-13 | 16- 20) nasce da una fase progettuale, organizzativa ed esecutiva inusuale, passando dal “concept” alla scelta degli artisti, dall’allestimento alla comunicazione, alla produzione del catalogo ad opera di un comitato curatore che vuole contribuire ad un’evoluzione del sistema dell’arte, tramite un necessario ritorno ad un dialogo con gli artisti ed un approccio neutrale alla pratica curatoriale canonica e che riscopra la valenza sociale dell’arte stessa.

L’arte può indicare la via della coesistenza e della valorizzazione delle differenze, “parlando” ai vari contesti sociali con la lingua della pluralità. OVèST celebra i legami che uniscono la cittadina umbra ed il Giappone, esplorando e documentando le molteplici occasioni di contaminazione da cui hanno origine le sfumature che contraddistinguono il contatto tra i due popoli.

Proprio la contaminazione costituisce il filo conduttore che lega le arti agli eventi. Scrigno delle celebrazioni di questi contatti sarà, nella giornata del 1 agosto, Palazzo Mauri che vedrà susseguirsi una serie di microeventi dalle 9:00 del mattino alle 20:00. Un micro festival nel corso del quale si potranno discernere le tendenze dell’arte contemporanea giapponese da conferenzieri della Commissione della Biennale dell’Arte della città di Himeji, si ripercorrerà l’immaginario di chi, cinquecento anni fa, sognava di mondi lontani, si ascolteranno i racconti di chi in letteratura ha giocato con i desideri e le paure guardando oltre lo spazio imminente, ci si sorprenderà di come i nostri avi furono più accoglienti di noi, si godrà di meravigliose arie dalla Madama Butterfly di un Puccini che guardava verso oriente. Tutto ciò avverrà grazie al contributo ed al lavoro costante che le molteplici realtà culturali di Spoleto coltivano da tempo con il Giappone.

Tale iniziativa si articola come uno spazio di confronto e di incontro per riflettere sugli aspetti storico-critici della pratica artistica giapponese e l’arte del territorio. Il catalogo sarà duplice ed ambivalente: illustrativo della mostra d’arte e memoria della giornata celebrativa, con gli interventi di chi ha contribuito a rinsaldare questo antico rapporto.

Organizzatori e curatori degli eventi Loredana Bucchi, Taekoka Wa, Adriana Garbagnati, Valentina Marinelli, Moreno Orazi, Claudia Talucci

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