Fondi per Spoleto già stanziati dal centrodestra, silenzio sul punto nascita
L’opposizione di centrodestra in Regione Umbria critica aspramente l’annuncio della Presidente Proietti riguardo agli investimenti per l’ospedale di Spoleto. Secondo i consiglieri Agabiti, Arcudi, Melasecche, Giambartolomei, Pace, Pernazza, Romizi e Tesei, i fondi da 1,7 milioni di euro sbandierati durante la recente visita al “San Matteo degli Infermi” erano già stati previsti e comunicati dalla precedente amministrazione nel corso del 2024.
I rappresentanti del centrodestra definiscono l’iniziativa della giunta attuale come un tentativo maldestro di attribuirsi risultati non propri, allo scopo di celare una presunta inefficacia amministrativa. Sottolineano come i finanziamenti fossero destinati alla sicurezza delle sale operatorie, all’aggiornamento tecnologico e al potenziamento delle attività ospedaliere, un piano strutturale che la precedente giunta aveva programmato con responsabilità. L’opposizione accusa la sinistra di “riciclare” progetti altrui, dopo aver prodotto, a loro dire, solo annunci inconcludenti e fallimenti, citando l’aumento delle liste d’attesa come esempio.
La polemica si estende anche alla ricostruzione degli ospedali di Cascia e Norcia, che la Presidente Proietti presenterebbe come iniziative proprie, ignorando il lavoro di progettazione e finanziamento avviato dalla precedente amministrazione.
Un ulteriore punto di contestazione riguarda il mancato ripristino del punto nascita di Spoleto. L’opposizione ricorda le promesse fatte in campagna elettorale dalla sinistra, seguite da un “silenzio tombale” dopo le elezioni. Durante la recente visita, non sarebbe stato presentato alcun cronoprogramma concreto per la riapertura, deludendo le aspettative dei comitati cittadini.
In conclusione, l’opposizione di centrodestra denuncia un approccio politico regionale più orientato all’apparenza che ai risultati concreti, definendo la politica sanitaria attuale come “improvvisata, fatta di facciata, promesse mancate e parole vuote”, distante dalle reali necessità dei cittadini.

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