Violenza di genere, riflettori sul linguaggio a Spoleto

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Focus su tutela vittime e atti giudiziari sensibili

La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Perugia organizza un convegno sul ruolo del linguaggio nella trattazione dei casi di violenza di genere, con l’obiettivo di rafforzare la tutela delle vittime nei contesti giudiziari. L’evento, previsto per il 22 maggio dalle ore 15:00 alle 19:00 presso Palazzo Mauri a Spoleto, è promosso insieme alla Struttura Umbra della Scuola Superiore della Magistratura e all’Ordine degli Avvocati di Spoleto.

L’appuntamento si colloca tra le attività dell’Osservatorio sul linguaggio dei provvedimenti giudiziari, attivato nel 2022 su iniziativa del Procuratore Generale Sergio Sottani. Il convegno, aperto gratuitamente alla cittadinanza, intende analizzare come la scelta delle parole influenzi la percezione pubblica e giudiziaria della violenza di genere, con particolare attenzione agli effetti sulla dignità e sul benessere delle vittime.

L’apertura della sessione sarà caratterizzata dagli interventi istituzionali del Sindaco di Spoleto Andrea Sisti, del Procuratore della Repubblica Claudio Cicchella, della referente della Scuola Superiore della Magistratura Tiziana Cugini e del Presidente dell’Ordine degli Avvocati Pietro Morichelli.

A introdurre i lavori sarà Patrizia Mattei, Sostituta Procuratrice della Repubblica a Perugia e componente dell’osservatorio. Il coordinamento dell’incontro è affidato a Michela Petrini, Sostituta Procuratrice presso il Tribunale di Spoleto, anch’ella parte del gruppo di studio sul linguaggio giudiziario.

Diversi relatori si alterneranno durante il convegno, tra cui magistrati, avvocati, esperti in ambito sanitario, psicologi e studiosi del linguaggio. Tra loro figurano Claudia Matteini, Presidente del Tribunale di Spoleto; Alessandra Gatto, Giudice dello stesso tribunale; Marta Maestripieri, avvocata del foro locale; Teresa Bruno, psicoterapeuta; Laura Cesarini, neuropsichiatra infantile della Usl2; Valentina Bellini, psicologa e psicoterapeuta; Stefania Scaglione, sociolinguista presso l’Università per Stranieri di Perugia; e Marina Antonini, responsabile del Centro Antiviolenza “Crisalide” di Spoleto.

Il convegno mira a evidenziare l’importanza delle scelte linguistiche nei processi giudiziari e nella narrazione pubblica della violenza di genere. Particolare enfasi sarà posta sull’uso delle parole nei provvedimenti giudiziari, per evitare distorsioni percettive e forme di colpevolizzazione indiretta delle persone offese.

Uno degli aspetti centrali dell’incontro riguarda l’adozione di un linguaggio rispettoso e preciso, in grado di tutelare la dignità delle vittime ed evitare forme di vittimizzazione secondaria. La terminologia impiegata nei documenti giudiziari, così come nei media, può infatti influenzare non solo la percezione del reato ma anche la capacità del sistema giudiziario di offrire una risposta adeguata.

Gli interventi affronteranno anche le dinamiche psicologiche e sociali che si riflettono nell’uso del linguaggio, con attenzione particolare alle situazioni in cui le vittime si trovano in condizione di vulnerabilità. Sarà sottolineata l’importanza di un ascolto attento da parte di magistrati, avvocati e operatori, che possa rendere più umana la gestione dei procedimenti.

La qualità della comunicazione istituzionale è un fattore che incide direttamente sull’esperienza della vittima, nonché sull’esito stesso delle decisioni giudiziarie. Per questo motivo, l’incontro si propone come momento di confronto e aggiornamento per tutti gli operatori coinvolti nel contrasto alla violenza di genere.

In chiusura, l’intervento del Procuratore Generale di Perugia, Sergio Sottani, metterà in evidenza l’importanza del progetto dell’Osservatorio sul linguaggio e la necessità di proseguire su una linea di sensibilizzazione e formazione condivisa.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Spoleto ha riconosciuto la validità formativa dell’iniziativa, attribuendo tre crediti agli iscritti che parteciperanno, di cui uno in deontologia e due in diritto penale. L’evento rappresenta un ulteriore passo nella promozione di una cultura giudiziaria capace di riconoscere il peso delle parole e di operare in un’ottica di maggiore equità e consapevolezza.

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