Stato di agitazione alle farmacie comunali di Spoleto

Stato di agitazione alle farmacie comunali di Spoleto

Uiltucs e Uil Umbria: “Serve risposta dal Comune ora”

Scatta la protesta dei lavoratori delle farmacie comunali di Spoleto, dopo settimane di silenzio e incertezze. La Uiltucs Umbria e la Uil Umbria hanno annunciato ufficialmente lo stato di agitazione del personale, sollecitando un’immediata convocazione da parte del sindaco Andrea Sisti, al fine di affrontare le criticità operative e gestionali che mettono a rischio la funzionalità del servizio.

La richiesta di incontro risale al 23 giugno, quando le sigle sindacali hanno contattato il primo cittadino e l’amministratore delegato della partecipata per avere chiarimenti urgenti in merito alla situazione interna. La segnalazione è partita dai dipendenti, che hanno riferito le dimissioni dell’amministratore delegato Franco Silvano Toni di Cingoli, figura centrale nella gestione dell’ente.

Alla richiesta non è seguita alcuna convocazione. L’unica risposta è arrivata con una lettera indirizzata a tutto il personale, firmata dall’ex A.D., in cui si rivendicavano presunti risultati raggiunti. Tuttavia, le parole contenute nella comunicazione sono apparse del tutto scollegate dalla realtà attuale, secondo quanto riportato dalle rappresentanze dei lavoratori. La risposta dei farmacisti non ha tardato ad arrivare, sottolineando la distanza tra le dichiarazioni ricevute e le reali condizioni lavorative quotidiane.

Nel frattempo, secondo quanto denunciato dai sindacati, la situazione nelle farmacie comunali si è aggravata. A preoccupare è il calo dell’organico, che incide negativamente sulla possibilità di garantire la continuità dei servizi al pubblico. Un elemento che, secondo Uiltucs e Uil, è frutto diretto delle scelte gestionali dell’ex amministratore.

Non solo il problema degli organici. I dipendenti lamentano anche la mancata erogazione del premio aziendale e del welfare contrattuale, elementi che rappresentano una perdita economica concreta per le lavoratrici e i lavoratori. Questo, secondo i sindacati, contribuisce ad alimentare un clima di incertezza che da mesi caratterizza l’operatività del servizio.

La proclamazione dello stato di agitazione rappresenta quindi, per le sigle sindacali, l’ultima misura possibile per riportare l’attenzione dell’amministrazione comunale su una vicenda che, al di là del profilo contrattuale e occupazionale, tocca da vicino anche la cittadinanza. Le farmacie comunali, infatti, svolgono un ruolo essenziale sul territorio e un’eventuale compromissione dei servizi potrebbe avere ricadute concrete sugli utenti, in particolare sulle fasce più fragili.

Uiltucs e Uil Umbria chiedono dunque che il sindaco convochi un tavolo di confronto immediato, in modo da aprire un dialogo diretto con le parti sociali. Il tempo, secondo le organizzazioni sindacali, è scaduto, e ogni ulteriore rinvio rischia di compromettere definitivamente il funzionamento del servizio pubblico.

Il malcontento dei lavoratori non è nuovo, ma questa volta – sottolineano le sigle – le tensioni si sono trasformate in una presa di posizione collettiva e organizzata, segno che la soglia di tolleranza è stata superata. L’assenza di una guida stabile, la gestione poco trasparente e l’indifferenza verso le esigenze contrattuali del personale hanno creato un contesto insostenibile.

Ora la palla passa al Comune, chiamato a rispondere con urgenza. L’obiettivo, secondo Uiltucs e Uil, è evitare conseguenze gravi sul piano occupazionale e sui servizi destinati alla cittadinanza. Il rischio, infatti, è che le azioni sindacali si intensifichino, con effetti immediati sull’operatività delle farmacie comunali e sulla loro funzione nel tessuto sociale della città.

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