Fiera di Pissignano, oggetti in avorio sequestrati dai Carabinieri del CITES

 
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Fiera di Pissignano, oggetti in avorio sequestrati dai Carabinieri del CITES

Gli oggetti erano privi dell’apposita certificazione CITES che ne autorizza la vendita. Sequestrati anche coltelli e pugnali non in regola.

Di Rossano Pastura

Sequestrati 20 oggetti in avorio per un valore si circa 5.000 euro dai banchi di un ambulante che esponeva al mercatino dell’antiquariato di Pissignano di Campello sul Clitunno.

L’operazione è stata effettuata dai Carabinieri della Stazione territoriale e Forestale di Campello sul Clitunno, unitamente ai militari del Nucleo CITES (Convenzione sul Commercio Internazionale sul commercio delle specie in estinzione) di Perugia nel corso dell’attività di controllo finalizzata al contrasto del commercio illegale di avorio e alla vendita ambulante di strumenti da punta e da taglio non a norma con quanto previsto dalle leggi vigenti.

Durante i controlli, i Carabinieri del Nucleo CITES (reparto speciale dei Carabinieri Forestali che si occupa del contrasto al commercio di specie rare ed in estinzione) hanno constatato la presenza, in uno dei banchi della fiera, di statue, bottoni, collane in avorio, posti in vendita in assenza dell’apposita documentazione CITES, che ne determina la provenienza e ne consente il commercio.

Secondo l’attuale normativa, il commercio di manufatti in avorio o contenenti avorio è sempre vietata, salvo specifiche deroghe espressamente concesse dall’autorità competente. Il divieto di vendita è esteso anche agli oggetti “antichi”, acquisiti cioè prima dell’entrata in vigore della Convenzione CITES (convenzione internazionale di Washington del 1973) e delle successive norme di settore.

Il valore dei 20 manufatti sottoposti a sequestro è stimato in circa 5.000,00 mila euro.

I militari dell’ARMA, hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto il titolare dell’attività ambulante con sede in provincia di Viterbo.

All’uomo sono state attribuite le ipotesi di reato di commercio illegale di esemplari tutelati dalla Convenzione di Washington (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione – CITES). Per questo tipo di reato, in caso di condanna, la legge prevede l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda che va da quindicimila a centocinquantamila euro; in caso di condanna tutto il materiale sequestrato sarà destinato a confisca.

Nel corso della stessa operazione di controllo, i militari delle Stazioni Carabinieri Territoriale e Forestale di Campello sul Clitunno hanno rinvenuto, su due diversi banchi della fiera, coltelli di varie lunghezze, con impugnatura in legno e lama metallica a punta affilata, e di pugnali di tipo Kriss Malese.

I coltelli erano esposti per la vendita senza la prevista licenza del Questore, rilasciata secondo quanto  previsto dal Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Anche in questo caso per i due espositori, entrambi perugini, è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto. Il reato di vendita ambulante di armi, senza licenza del questore è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206.

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