Manifestazione a Spoleto per difesa reparti ospedale

Una forte mobilitazione cittadina contro la chiusura di reparti ospedalieri

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Manifestazione a Spoleto per difesa reparti ospedale

Una massiccia manifestazione ha avuto luogo a Spoleto, con la partecipazione di circa 1.500-2.000 cittadini provenienti da Spoleto e Valnerina. La manifestazione aveva lo scopo di esigere la restituzione immediata del Punto Nascita e di tutti i reparti dell’Emergenza-Urgenza che erano stati chiusi. Questo atto di protesta è stato organizzato a fronte di una mancanza di ascolto da parte delle istituzioni, in particolare Palazzo Donini, sede della Giunta Regionale dell’Umbria, e Palazzo Cesaroni, sede del Consiglio Regionale.

L’autore dell’articolo, Domenico Benedetti Valentini, (Controcorrente) avvocato, sottolinea che la stragrande maggioranza dei partecipanti alla manifestazione era composta da persone preoccupate e indignate, provenienti da diverse fasce di età e appartenenti a varie affiliazioni politiche o addirittura senza affiliazioni. Queste persone non intendono accettare la chiusura del Nosocomio di Spoleto, che è stato un punto di riferimento per la chirurgia moderna e sperimentale, soprattutto considerando la posizione geografica di Spoleto come zona a rischio sismico.

L’autore evidenzia che la protesta non è guidata da interessi politici, ma è alimentata dalla preoccupazione per il futuro dell’ospedale e della salute della comunità locale. Leonello Spitella, portavoce del City Forum, l’organizzazione promotrice della manifestazione, ha enfatizzato che non si può permettere che la popolazione sia spinta a compiere gesti più eclatanti. È importante notare che Spitella ha chiarito con fermezza ciò che la comunità richiede, un’appello che è stato ignorato dalla Regione senza alcun fondamento tecnico o normativo.

Il riferimento all’Assessore Coletto mette in evidenza un ulteriore motivo di preoccupazione. Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, ha sollevato il caso dell’attuazione del progetto Terzo Polo Foligno-Spoleto, che rischia di ridurre Spoleto a una succursale geriatrica e a una struttura per attività programmate. L’Assessore Coletto ha risposto sottovalutando la gravità della situazione, affermando che nessun reparto è a rischio. Tuttavia, il complesso ospedaliero è interconnesso, e la chiusura di uno qualsiasi dei reparti influisce sull’intero Nosocomio.

Questa serie di provocazioni sta mettendo a dura prova la pazienza dei cittadini di Spoleto e Valnerina, che si trovano in una situazione di disagio crescente. La politica regionale dovrebbe prestare attenzione a questa crescente mobilitazione cittadina e cercare soluzioni che soddisfino le legittime esigenze della comunità locale.

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